In relazione all'articolo "Non dobbiamo avere paura della genetica agraria" comparso sul numero di aprile della rivista Vita in Campagna, buona parte delle Associazioni aderenti a Rete Semi Rurali, hanno provveduto ad esprimere un completo disappunto per i contenuti dello scritto.
Nelle mie funzioni di Coordinatore di Rete Semi Rurali appoggio la posizione dei Soci e ribadisco la richiesta di pubblicare i testi del Prof. Ceccarelli e del Dr. Bocci (apparso su Notiziario RSR n. 16) che riportano posizioni validate e incontestabili.
Non sono risposte puntuali all’articolo in questione ma danno un panorama chiaro delle posizioni di chi si oppone all’uso di vecchie e nuove biotecnologie in agricoltura al fine di evitare al contempo riduzione di biodiversità e aumento della fragilità del sistema agricolo a discapito degli agricoltori e a vantaggio esclusivo di chi le biotecnologie le produce e le commercia.

Claudio PozzI

Si segnala che ieri, 24 novembre 2016, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’UE la decisione di esecuzione (UE) 2016/2050 riguardante l'immissione in commercio di un garofano geneticamente modificato (Dianthus caryophyllus L., linea SHD-27531-4).

 La presente decisione ha come destinatario il Regno dei Paesi Bassi e l’autorizzazione ha una validità di 10 anni a decorrere dalla data di rilascio.

 

 In conformità all’articolo 3 della presente decisione di esecuzione, l'immissione in commercio del garofano geneticamente modificato è soggetta a determinate condizioni, tra cui il solo utilizzo per fini ornamentali ed il divieto di coltivazione.

COMUNICATO STAMPA DEL CENTRO INTERNAZIONALE CROCEVIA

 

E DI ASSOCIAZIONE RURALE ITALIANA

 

La Corte di Giustizia Europea dovrà decidere se gli organismi ottenuti per mutagenesi siano soggetti alle attuali leggi relative agli OGM

 

4 ottobre 2016

 

Il Consiglio di Stato francese – la più alta corte amministrativa della nazione transalpina – ha appena comunicato la sua decisione relativa al ricorso fatto da un largo gruppo di associazioni francesi, tra cui la Confederation Paysanne e le Reseau Semences Paysannes sulla natura della mutagenesi, contro le decisioni del Governo francese sulla materia.

 

 

Il Consiglio di Stato francese, rispondendo alle contestazioni fatte dalle associazioni ricorrenti – dato che i prodotti della mutagenesi non sono tutti classificati come OGM dall’Unione Europea – ha deciso di trasferire il caso alla Corte di Giustizia dell'Unione europea ponendo quattro questioni pregiudiziali che sono le seguenti:

 

Ha chiesto se organismi ottenuti per mutagenesi siano soggetti alle norme previste dalla direttiva sull'emissione deliberata di OGM nell'ambiente;

 

Se gli stessi organismi siano invece soggetti alla direttiva relativa al catalogo comune delle varietà di piante agricole;

 

Ha posto la questione se la discrezionalità degli Stati membri in relazione alla direttiva sull'emissione deliberata di OGM nell'ambiente sia confermata per la mutagenesi;

 

Ha domandato la validità di questa direttiva sulle “nuove tecnologie di creazione varietale”, tenendo conto del principio di precauzione.

 

Questa è una grande vittoria che riguarda non soltanto contestazione alle posizioni del governo francese che intende escludere la mutagenesi dalle norme relative agli OGM, ma riguarda anche la messa in discussione della validità dei pareri dell’Unione Europea riguardo la mutagenesi. Infatti, nel tentativo di decretare l’esclusione dalle norme relative agli OGM dei prodotti derivati dalle “nuove tecnologie di creazione varietale” (NBT), l’Unione Europea non tiene conto del principio di precauzione.

 

Il Consiglio di Stato francese chiede quindi alla Corte di Giustizia dell'Unione europea di applicare - anche in questo caso - il principio di precauzione.

 

Chiediamo, ancora una volta, che il Governo italiano resti fermo nel voler mantenere il nostro paese libero dalle coltivazioni di OGM, qualunque sia la forma con cui questi vengano prodotti.

 

Di seguito il link della sentenza e il comunicato stampa del Consiglio di Stato francese:

 3 ottobre-20163 ottobre-2016

Venerdì 14 ottobre 2016 all’Aja, nei Paesi Bassi, inizierà formalmente il Tribunal Monsanto. Le udienze del Tribunale si terranno il 15 e 16 ottobre 2016 presso l’Istituto di Studi Sociali (ISS). Cinque giudici di statura internazionale ascolterannole testimonianze di 30 soggetti interessati ed esperti provenienti da 5 continenti diversi.

http://monsanto-tribunali.org/main.php?obj_id=592798720  

L’obiettivo del Tribunale è fornire un parere legale sui danni all’ambiente e alla salute causati dalla multinazionale Monsanto.
Il lavoro del Tribunale contribuirà al dibattito internazionale per l’introduzione del reato di  ecocidio* nel diritto internazionale. Inoltre, renderà disponibile un ricco archivio legale per futuri
procedimenti legali in qualsiasi parte del mondo contro Monsanto o industrie chimiche simili.

Un tribunale contro la Monsanto, per far germogliare la giustizia
http://www.internazionale.it/notizie/2015/12/07/monsanto-tribunale-giustizia

 

_IL MONDO SECONDO MONSANTO_ - *VIDEO* 1h 50m
2008 doc / film di Marie-Monique Robin.
http://agorastrea.dyndns.info/videos/152/il-mondo-secondo-monsanto-audio-ita/

Il contadino invisibile: Bayer+Monsanto. Il libero mercato dei monopoli
http://www.croceviaterra.it/ogm/il-contadino-invisibile-bayermonsanto-il-libero-mercato-dei-monopoli/

A.R.I. Assosementi contro i contadini - 26 luglio 2016
http://www.veramente.org/wp/?p=19941

Ecocidio: Monsanto a processo per crimini contro l’umanità
http://ambientebio.it/ecocidio-monsanto-a-processo-per-crimini-contro-lumanita/

Bayer acquisisce Monsanto per 66 miliardi di dollari in contanti
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-09-14/verso-l-accordo-la-fusione-bayer-e-monsanto-124141.shtml?uuid=ADmdsIKB

Desidero segnalarvi che in data odierna la COMENVI del Parlamento europeo voterà 5 mozioni di risoluzione per opporsi alle proposte di autorizzazione all'immissione in commercio avanzate dalla Commissione Europea per i seguenti prodotti OGM:

 1. Semi di Mais Bt11 GM per la coltivazione;

2. Semi di Mais 1507 (DAS-Ø15Ø7-1) GM per la coltivazione;

3. Semi di Mais MON810 (MON-ØØ81Ø-6) GM per la coltivazione;

4. Prodotti a base di Mais MON810 (MON-ØØ81Ø-6) GM;

5. Prodotti a base di Cotone 281-24-236 x 3006-210-23 x MON 88913 (DAS-24236-5 x DAS-21Ø23-5 x MON-88913-8);

 

Il progetto di risoluzione considera che la Commissione europea sia andata oltre i limiti del suo ambito di competenza e chiede pertanto di ritirare i progetti di Decisione di Esecuzione e di presentarne di nuovi.