Noi soci del Consorzio della Quarantina, i cui nomi troverà in calce, pur non essendo vignaioli, appoggiamo la lettera allegata dei Vignaioli Uniti, in quanto da anni denunciamo anche noi gli effetti contadinicidi di normative pensate e scritte esclusivamente in funzione di un'agricoltura di tipo industriale. Abbiamo promosso nel 2009 una proposta di legge per distinguere, come giustamente chiedono i Vignaioli Uniti, le normative applicabili ad aziende di tipo industriale rispetto a quelle che "praticano un'agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull'economia familiare, orientata all'autoconsumo e alla vendita diretta; un'agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto; un'agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell'economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra (soprattutto in collina, montagna e nelle zone economicamente svantaggiate e marginali), per conservare ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche, i prodotti locali e popolate le campagne e la montagna.
Questa proposta di legge ha ottenuto l'adesione delle organizzazioni del nostro settore www.agricolturacontadina.org

 

 

Lettera dei Vignaioli Uniti

Chiediamo anche noi
La riduzione drastica degli enti di controllo, favorendo un ampio uso dell'autocertificazione, vera fino a prova di falso e penalmente perseguibile ove questo costituisca reato.

Proponiamo
una serie di misure della stessa natura di quelle indicate nella lettera allegata. Queste proposte sono frutto di un ampio lavoro a numerosi livelli e sono riportate nelle varie proposte di legge presentate alla camera dei deputati.
Anche noi riteniamo che il cuore delle nostre richieste metta in evidenza il ruolo centrale che le piccole aziende svolgono nella salvaguardia dell’ambiente e del territorio nel suo complesso. Il soffocamento di queste piccole realtà non potrà che passare la mano a un tipo di agricoltura che inevitabilmente distruggerà la nostra risorsa primaria.

Egregio Ministro, anche noi siamo certi che numerose aziende agricole siano disponibili ad aderire a varie forme di DISOBBEDIENZA CIVILE, come propongono oggi i Vignaioli Uniti.

I SOCI :

Philippe Lemoussu
Massimo Angelini
Michele Ravera
Fabrizio Bottari
Massimo Monteverde
Fabio Maggiolo
Elisa Gastaldi
Sergio Rossi
Federico Rolleri
Maria Cristina Vercesi
Maria Giulia Scolaro
Marco Gallione
Ettore Molini
Guido Seu
Massimiliano Canessa

Il presidente Michele Ravera

Lettera dei Vignaioli Uniti