CEREALI RESILIENTI


Diversità nei Cereali per l’adattamento ai Cambiamenti Climatici Produzione e commercializzazione di popolazioni di cereali adattate sia a livello di località che per l’utilizzo in agricoltura biologica e a basso input

Il gruppo operativo del progetto CEREALI RESILIENTI, formato da una molteplicità di soggetti con esperienza diversa (agricoltori, ricercatori e professori dell'Università di Pisa e di Firenze, rappresentanti del mondo dell'associazionismo rurale e della ricerca in agricoltura biologica), si propone proprio di esplorare alcune questioni cruciali della commercializzazione di sementi di popolazioni:


• come organizzare la produzione sementiera di materiale che non presenta caratteristiche uniformi e stabili nel tempo?
• quanti agricoltori possono essere interessati a sperimentare sui propri campi le popolazioni?
• come si può sostenere a livello sociale, tecnico ed economico un sistema di produzione di sementi di popolazioni?
La proposta di partenza del progetto CEREALI RESILIENTI è quella di creare una produzione “diffusa” di sementi di popolazioni nell'ottica di preservare il principio dell'adattamento specifico di ogni popolazione ad un determinato ambiente. Questo vuol dire che le diverse aree di coltivazione avranno a disposizione una produzione di semente che è stata prodotta nelle condizioni ambientali più vicine alle loro. Intorno a questa idea nasce la necessità della costruzione di una rete tra i diversi soggetti potenzialmente interessati all'innovazione, in primo luogo gli agricoltori, in un’ottica più ampia di collaborazione che si sviluppa nel tempo attorno ad un progetto condiviso.
È in questo ambito che il Gruppo Operativo si è impegnato in un dialogo aperto con gli agricoltori e i diversi attori presenti sul territorio toscano. La diversa esperienza e la diversa provenienza geografica dei membri del gruppo risulteranno essenziali per rispondere al problema di gestione della diversità insita nelle popolazioni: non si tratta solo di diversità genetica e ambientale, ma anche di diversità culturale nell'approccio alle innovazioni. Questa diversità potrà dare buoni frutti se gestita collettivamente, in modo tale da armonizzare tutte le necessità degli agricoltori e risolvere le problematiche che emergeranno nelle varie fasi del progetto.