Personaggi

Questa sezione del sito vuole raccontare la storia di quelle persone che con la loro passione hanno contribuito alla conservazione, gestione e creazione dell'agrobiodiversità. Il nostro sguardo spazia nel tempo, andando a cercare personaggi dei secoli passati, e nello spazio, non limitandoci all'Italia o all'Europa ma considerando il tema a livello mondiale.

Jack Harlan

Per il bene delle generazioni future, dobbiamo raccogliere e studiare i parentali selvatici e le infestanti delle nostre piante coltivate. Queste fonti di germoplasma sono state pericolosamente trascurate in passato, ma il futuro potrebbe non essere così tollerante. Queste risorse dividono noi dalla fame su una scala che non possiamo neanche immaginare

Napoleone Passerini e l’Istituto Agrario di Scandicci fra istruzione e innovazione agricola

Il Conte Napoleone Pio Passerini (Firenze, 23 marzo 1862 – Firenze, 11 maggio 1951) è una personalità ancora poco conosciuta dell’agricoltura italiana. Nato da famiglia nobile, di origine cortonese, con ampi possedimenti in val di Chiana come la fattoria di Bettolle, Passerini svolse i suoi studi nelle scienze naturali a Firenze diventando uno degli allievi prediletti di Adolfo Targioni Tozzetti, personalità di spicco del panorama scientifico italiano di fine ottocento. Appassionato di chimica, botanica e zoologia, Passerini aveva un ampia formazione scientifica che gli permetteva di pubblicare articoli su temi di chimica agraria e del suolo, di agronomia – tra cui un manuale molto interessante di agronomia edito prima a Firenze nel 1889 e poi da Vallardi nel 1905- di viticoltura ed enologia e di entomologia come risulta dalla lunga lista dei suoi lavori compilata dagli allievi in occasione delle celebrazioni in suo onore del 1952, un anno dopo la sua morte.

Vavilov, considerato uno dei più grandi botanici-genetisti, fu il primo a riconoscere che il futuro del cibo dipende dai “minuscoli semi dei campi di tutto il mondo” e, ironia della sorte, a morire in carcere proprio di fame.

José Esquinas Alcazar

“È una responsabilità ineludibile della nostra generazione sviluppare sistemi che tengano in conto il carattere specifico della biodiversità agricola e sappiano riconoscere in tempo i problemi e le implicazioni per le generazioni future. È necessario trovare soluzioni etiche nell'ambito di un disegno politico ad ampio raggio che permetta una ripartizione equa dei benefici tra tutti i Paesi e che possa assicurare il futuro agricolo e alimentare delle generazioni future” 
(José Esquinas Alcázar, 2004)

Ugo de Cillis

Ugo de Cillis e la Stazione Sperimentale di Granicoltura

La Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia viene istituita con R.D. n. 2034 del 12/08/1927 quale consorzio tra lo Stato, il Banco di Sicilia, le Provincie e le camere di Commercio Siciliane, il Comune di Caltagirone e l’Istituto Agrario Siciliano Valdisavoia. La sede viene provvisoriamente fissata a Palermo e quindi con R.D. n. 1212 del 10/09/1931 stabilita a Catania. La Stazione con R.D. del 05/07/1928 è affidata al Regio Commissario Prof. Federico Paulsen, il quale in data 17/10/1929 nomina il Prof. Ugo De Cillis, vincitore di concorso bandito il 26/11/1927. Direttore straordinario a decorrere dal 01/11/1929. Il Prof. Ugo De Cillis dirigerà la Stazione sino al 02/12/1948, per essere sostituito nel tempo dai Prof. Mario Stanganelli (fino al 1952).

«I risultati sino ad ora ottenuti non sono che speranze. Per me, per il mio Paese mi auguro se ne avverino e mi propongo insistere con pertinace costanza sulla via intrapresa e fino a che non avrò raggiunto il conseguimento di varietà rispondenti ai bisogni della granicoltura italiana» (Nazareno Strampelli, 1907).

"Se stacchiamo, qua e là, numerose spighe da piante diverse e ne seminiamo i granelli avendo cura di tenere separati quelli di ogni spiga, può darsi che i gruppi di piante provenienti dai granelli di spighe diverse presentino fra loro delle differenze, non di forma, ma −ad esempio − nel ciclo vegetativo (alcune più tardive, altre meno) oppure nella resistenza alle ruggini, etc.[…] Con il procedimento testé ricordato, nelle varietà si possono isolare tutti i tipi diversi che le costituiscono: formare cioè tante razze pure. Comparando fra di loro queste razze si possono individuare quelle che presentano le migliori caratteristiche nel senso agrario (produttività, resistenza alle malattie, all’allettamento, ecc.). Si abbandoneranno naturalmente tutte le altre di minor valore per mantenere e coltivare− separatamente − queste ultime..”  (Francesco Todaro, 1911)

Pat Mooney


La diversità dell'agricoltura e della cultura umana sono legate insieme. Alla fine tocca a tutti noi - come governi, comunità e individui – dare valore alla diversità

"Le risorse genetiche vegetali sono raramente 'materie prime', sono l'espressione della saggezza di agricoltori che hanno svolto un ruolo altamente significativo nella costruzione delle fondamenta delle risorse genetiche del mondo."