La sua diffusione in Veneto fu piuttosto veloce giungendo nel 1637 ad essere ampiamente conosciuto in tutto il territorio. Verso il 1890 a Marano Vicentino, l'agricoltore e cavaliere Antonio Fioretti eseguì l’incrocio del mais locale Nostrano di Marano, precoce, con pannocchia conica, corta e non molto colorita, poco produttivo, con il Pignoletto d’Oro coltivato a Rettorgole di Caldogno, leggermente più produttivo del Nostrano e caratterizzato da chicchi vitrei quasi rossi dai quali si traeva una farina di qualità superiore.
Fin da principio l’idea di Fioretti fu molto chiara: ottenere una pianta che portasse almeno due spighe o più, adatta alla coltivazione come secondo raccolto per raggiungere rese più elevate e dare un maggior reddito agli agricoltori. Il mais locale servì da impollinatore e, a partire dal primo raccolto, Fioretti mise in atto negli anni successivi una sistematica selezione di massa con lo scopo di fissarne i caratteri, la qualità e di accrescerne la fertilità e la produttività. Le semine e le selezioni si susseguirono per vent’anni nei campi sperimentali della villa di famiglia dei Fioretti fino ad ottenere una varietà con pannocchie piccole, quasi cilindriche ed allungate, numero di ranghi da 14 a 16 e andamento leggermente a spirale, colore dei grani quasi rosso con un bellissimo aspetto vitreo e tutolo sottile di colore bianco così da avere una resa in granella sempre elevata. Un altro pregio inconfondibile di questo mais era la sua farina che presentava un maggior contenuto proteico e in sostanze grasse così da assicurare un’ottima polenta dal colore molto acceso. La pianta riusciva a produrre fino a quattro spighe, di cui solo le prime due fertili e produttive, con rese medie di 35 quintali ad ettaro ed fino a 40-50 quintali in condizioni ideali, proprio come voleva Fioretti!
Nel 1934 la Stazione Sperimentale di Maiscoltura di Lonigo e l’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura di Vicenza furono incaricate di portare a conclusione la selezione del mais Marano. Già nel 1937 il grande esperto Professor Zapparoli lo definiva un granturco prezioso dai risultati sorprendenti. Negli Itinerari gastronomici vicentini di Eugenio Candiago alla voce polenta scrisse “pregiatissimo è il granturco della campagna di Marano Vicentino”. Nel 1940 il grano marano ottenne finalmente il riconoscimento governativo quale produzione in zona tipica. Alla morte di Antonio Fioretti furono i suoi figli ad occuparsi del Marano, in particolare Daniele Fioretti, agronomo di professione, che pubblicò due articoli sulla rivista L’Agricoltura Vicentina dove spiegava la necessità di coltivarlo al posto degli ibridi. Tuttavia, dall’immediato dopoguerra, l’introduzione degli ibridi soppiantò la coltivazione del Marano fino ad essere cancellato dalle liste varietali nel 1982, compromettendone così la coltivazione e la commercializzazione, anche se ha continuato ad essere coltivato in forma amatoriale da numerosi agricoltori.
Nel 1999 è nato il Consorzio di Tutela del Mais Marano per iniziativa di alcuni produttori alto-vicentini e con l’appoggio di Camera di Commercio, Coldiretti, Comune di Marano, Comune di Schio, del gruppo Ristoratori Scledensi e con il sostegno tecnico-scientifico dell’Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria Strampelli. Il Consorzio ha avviato una nuova registrazione presso l’ENSE con il nome Mais Marano Vicentino poi decaduta e non più rinnovata. Lo scopo principale del consorzio infatti è stato fin dall’inizio il recupero di questa varietà di mais, che ha rischiato di andar persa per sempre, la sua contestualizzazione nella storia locale degli uomini che l’hanno vissuta, ma soprattutto la sua messa in produzione perché ancora oggi il Marano può avere un ruolo significativo nell’economia di molte aziende agricole. Nel 2010 è nata quindi la Cooperativa Mais Marano che si occupa della commercializzazione di farina di Marano tipo fioretto macina a cilindri, farina integrale macinata a pietra, polenta “in mattonella“, gallette ed un liquore locale. Il prossimo passo della cooperativa sarà la costruzione di un mulino artigianale per la produzione di farina di mais Marano.