Mercoledi 3 giugno 19.00 Tunisi
“Fino a quando i paesi del Nord ruberanno le nostre risorse genetiche?”

Con queste parole ha chiuso il suo intervento la delegata dell’Ecuador che parlava a nome del gruppo del G77, creando nella plenaria un silenzio irreale. In effetti, questa posizione ha messo moralmente in un angolo i paesi del Nord e in particolare l’Europa che finora ha cercato di rallentare la negoziazione non concedendo nulla, o molto poco, sul versante economico. Man mano che l’implementazione del Trattato diventa più concreta, i nodi lasciati aperti nel passato tornano attuali e il contrasto tra i paesi si fa sempre più evidente.


Da un lato Europa, Canada e Australia che spingono per la messa in applicazione della parte del Trattato che riguarda l’accesso alle sementi contenute nella banche e dall’altro i paesi del sud che prima di farlo chiedono di sapere quanti soldi ci saranno per far funzionare il Trattato e il fondo ad hoc per il benefit sharing.
Da lunedi quando la riunione è cominciata tutta la discussione è stata monopolizzata da questo scontro, ore passate a discutere aggettivi, virgole e singole parole perdendo così di vista l’obiettivo generale del Trattato: l’uso sostenibile delle risorse genetiche per l’agricoltura in funzione dei bisogni presenti e futuri dell’umanità. E non sembra al momento che la questione possa essere facilmente risolta...
Purtroppo sono rimasti così fuori dalla discussione temi come i diritti degli agricoltori (articolo 9) e l’uso sostenibile delle risorse (articolo 6). Speriamo che da qui a venerdi il nodo venga tagliato e il Trattato possa così trovare finalmente la sua strada per una corretta e piena implementazione.

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