Si è appena conclusa, presso la Camera dei Deputati, la conferenza stampa di presentazione del secondo rapporto #FilieraSporca, dal titolo “La raccolta dei Rifugiati. Trasparenza di Filiera e responsabilità sociale delle aziende”, promosso da Terra! Onlus, Associazione daSud e Terrelibere.org. Alla presentazione sono intervenuti anche Celeste Costantino (deputata Sel-SI) e Luigi Manconi (senatore Pd).

 

L’urgenza di scrivere un secondo dossier è nata dalla necessità di dover fare il punto su quanto è accaduto nel corso di un anno di campagna di pressione, con oltre dieci morti alle spalle e centinaia e centinaia di braccianti, stranieri e non, sfruttati nei campi.

Abbiamo scavato ancora più in profondità e abbiamo capito che la crisi del settore agrumicolo, l'assenza di trasparenza della Grande Distribuzione Organizzata, lo sfruttamento di lavoratori italiani e richiedenti asilo appena sbarcati in Italia, come quelli del Cara di Mineo, sono tre piedi dello stesso blocco di ingiustizie che soffocano il Made in Italy.

 

Per giungere a queste conclusioni, siamo tornati nelle campagne siciliane per denunciare le cause del caporalato. Ne è emerso un quadro a tinte fosche, che evidenzia la crisi del settore agrumicolo, un comparto che vale il 4% del Pil agricolo nazionale e impiega 120 mila persone. In Sicilia, ad esempio, sono stati persi 30 mila ettari di terreni agricoli negli ultimi 15 anni perché i contadini, troppo poveri, hanno rinunciato al lavoro e hanno venduto le terre ai commercianti della filiera. Il fenomeno del “land grabbing” si ripete, dunque, anche nel nostro Paese, mentre crescono le importazioni di arancia da Spagna, Egitto e Marocco.
Abbiamo interrogato, poi, i grandi attori della filiera, abbiamo stilato la classifica sulla (poca) trasparenza della Grande Distribuzione Organizzata e denunciato il ruolo distorto delle Organizzazioni di Produttori. Abbiamo scoperto che in questa crisi perdurante, le prime vittime sono i lavoratori: lo dimostra la scomposizione del prezzo che nel secondo rapporto #FilieraSporca siamo riusciti ad effettuare. Una operazione molto complessa, ma necessaria a comprendere le dinamiche del mercato.

 

Per disinnescare il combinato esplosivo di sfruttamento del lavoro e marginalità di centinaia di migliaia di braccianti, come #FilieraSporca chiediamo un incontro urgente al ministro del Mipaaf Maurizio Martina affinchè intervenga sulla prevenzione del fenomeno, introducendo una legge sulla trasparenza che preveda: la creazione e l’uso di una etichetta narrante sui prodotti agroalimentari o su quelli agrumicoli in primis e l’introduzione dell’elenco pubblico dei fornitori che permetta la tracciabilità dei fornitori lungo la filiera.

 

Il secondo rapporto #FilieraSporca è liberamente scaricabile in pdf o consultabile in versione multimediale sul sito

 

Il prossimo appuntamento con la presentazione del nuovo rapporto di #FilieraSporca è venerdì 1° luglio a Torino, ore 17.30, presso Binaria centro commensale (via Sestriere, 34); intervengono Fabio Ciconte, Gian Carlo Caselli e Davide Mattiello.