È iniziato oggi a Bonn quello che potremmo chiamare il circo della biodiversità! Centinaia di persone di tutto il mondo (più di 190 paesi firmatari - Stati uniti grandi assenti - ed altrettante associazioni, multinazionali, organizzazioni internazionali e associazioni non governative) che si riuniscono per due settimane in un albergo per discutere ed approvare una serie di questioni relative alla messa in pratica della Convenzione sulla Diversità Biologica (CDB). Un appuntamento (la cosiddetta Conferenza delle Parti - COP) che si ripete ogni due anni dal 1994, anno di entrata in funzione della CDB, arrivato oggi a Bonn alla sua nona edizione. Molti sono i temi in discussione nei prossimi giorni: si va dal piano di lavoro sulla biodiversità agricola a quello sulle foreste, alle relazioni tra biodiversità e cambiamenti climatici, alla delicata questione dell'impatto dei biocarburanti sulla biodiversità. Come si può capire argomenti non solamente scientifici, ma con forti impatti sociali ed economici. Non è un caso, ad esempio, che il governo del Brasile fino ad oggi ha fortemente criticato nei testi ufficiali qualsiasi riferimento troppo negativo sui biocarburanti, difendendo a spada tratta la monocoltura, a suo dire "sostenibile", di canna da zucchero (vedi foto in basso). Interessi nazionali, strategie commerciali, politiche agricole ed energetiche e futuri sfruttamenti industriali si intrecciano nelle discussioni, dando origine ad un mondo multipolare dove le vecchie divisioni tra nord e sud non valgono più. Via Campesina ha aperto la Convenzione con una manifestazione contro i biocarburanti (vedi foto seguente).

Biofuel Brasile Cbd Via Campesina

Workshop "Plant breeding and biodiversity"
"Il miglioramento genetico usa e crea biodiversità. Non è vero che negli ultimi 50 anni la biodiversità agricola è diminuita". Con queste parole si chiude la presentazione di Le Buanec, consulente senior dell'Associazione europea dell'industria sementiera (ESA), tutta incentrata sul fatto che grazie all'industria sementiera gli agricoltori oggi hanno a disposizione molte più varietà che nel passato. Poco importa che la questione sia ancora molto dibattuta a livello scientifico e che la scomparsa della biodiversità agricola dalle nostre campagne sia un dato sotto gli occhi di tutti, gli indicatori scientifici (alcuni tipi di marcatori molecolari) ci dicono che le varietà oggi coltivate sono rappresentative della biodiversità coltivata 50 anni fa, questa è la posizione dell'ESA.

Per saperne di più e per seguire la conferenza minuto per minuto http://www.iisd.ca/biodiv/cop9/