MOLTO DI PARTE

 Alcuni commenti alla trasmissione Presa Diretta sugli OGM del 28 febbraio 2016 

a cura di Salvatore Ceccarelli

 

Il cuore della trasmissione più che gli OGM è stata la libertà della ricerca – ma questo lo lascio per ultimo

 La trasmissione è stata secondo me la risposta ad una certa campagna NO-OGM tutta impostata sulla sicurezza alimentare che, come ho avuto occasione di dire e scrivere più volte, è un’arma spuntata quando si discute con i ricercatori perché loro citano lavori, che ovviamente non sono stati esaminati dalla Cattaneo con la lente di ingrandimento ma che comunque sono lì e non possono essere ignorati, che dimostrano che gli OGM non fanno male alla salute.

Mi sembra che ci sia un’ostinazione a non usare quello che considero un argomento inoppugnabile e che pure tutti gli intervistati dovrebbero conoscere (credo che la teoria della selezione naturale si studi anche alla facoltà di Farmacia); quando l’ambiente che circonda un organismo vivente cambia, l’organismo vivente o si estingue (se il cambiamento è troppo rapido o troppo grande) o si evolve - e questo è quello che finora (guardare l’elenco di lavori – non ritrattati – su www.miscugli.it sotto pubblicazioni/ogmfree) hanno fatto le erbe infestanti nei confronti del Roundup, e gli insetti nei confronti del gene Bt. Questo non è un difetto dei soli OGM, ma anche quello delle varietà prodotte dal miglioramento genetico e che debbono la loro resistenza ai parassiti ad un solo gene, anche quello degli antibiotici e anche quello degli antiparassitari. Questo perché queste soluzioni, tecnologicamente semplici, rappresentano ostacoli sormontabili da parte dei parassiti, sono cioè alla portata delle loro capacità evolutive. E la storia ha dimostrato in passato che questo è vero per le varietà prodotte dal miglioramento genetico, e lo sta dimostrando ora per gli OGM e per la resistenza dei batteri agli antibiotici (un problema che sta allarmando tutti a livello internazionale e che è stato accuratamente evitato - secondo me c’entrava benissimo se si voleva dare alla trasmissione un taglio più ampio).

 

La Giovannetti è stata l’unica che ha toccato l’argomento di cui sopra ma ha perso l’occasione (ma forse le hanno tolto la parola) per dire che non solo nel caso della diabrotica, ma anche nel caso di altri insetti, delle infestanti e delle malattie, prima o poi gli OGM perdono la resistenza e allora ci sarà bisogno di un altro OGM.

 

Il giornalista ha evitato accuratamente di chiedere alcune cose importanti:

 

Non ha chiesto se la soluzione OGM ad un certo problema (per cui occorrono tutti questi anni di ricerche) sia una soluzione stabile oppure se prima o poi insetti, funghi e erbe infestanti di evolvono e bisogna ricominciare da capo - questa domanda avrebbe potuto avere un grosso effetto sugli ascoltatori;

 

Con tutto il rispetto per la ticchiolatura del melo, ma i problemi del mondo sono veramente che le fragole e l’uva sono troppo piccole, e pomodori hanno i semi? Perché’ il giornalista non ha chiesto quale è il contributo che gli OGM possono dare all’adattamento delle colture al cambiamento climatico, o alla fame e alla povertà perché sono queste le promesse con cui gli OGM sono stati prodotti, e non l’altro ieri, ma trent’anni fa, e i grossi problemi del mondo sono tutti ancora lì;

 

Non ha fatto cenno alla biodiversità e al fatto che già il miglioramento genetico moderno l’ha ridotta, e che uno degli effetti collaterali degli OGM è ridurla ancora di più; e uniformità di ciò che si coltiva significa uniformità di cibo con le conseguenze di cui sotto;

 

Il servizio parte parlando della relazione tra sistema immunitario e malattie, tra cui il cancro. Ma poi dimentica di dire degli effetti che la dieta (soprattutto l’uniformità del cibo) ha sulle difese immunitarie. Un lavoro su questo argomento è stato pubblicato pochi mesi fa. http://www.nature.com/nm/journal/v2 ... .3906.html

 

Il cotone bt, che sembra conservi bene la resistenza (ma in Cina ha causato l’aumento di altri insetti ugualmente dannosi) non ha più la stessa qualità: il giornalista avrebbe potuto chiedere, in una trasmissione più equilibrata, se è vero che proprio la scadente qualità è diventata, a causa del cotone Bt, il problema più importante del cotone in Burkina Faso.

 

Alcune perle:

 

Le radici più grandi lasciano meno acqua nel terreno per cui in una rotazione poi il prezzo lo paga la coltura successiva;

 

Per parlare del miglioramento genetico per la resistenza alla siccità avrei scelto un esempio diverso dalla California dove tutto è irrigato e infatti hanno finito l’acqua;

 

L’uso degli OGM in agricoltura biologica: per quanto detto prima, se un OGM perde la sua resistenza cosa fa l’agricoltore bio? O perde la coltura o perde la certificazione!

 

Non c’è grano OGM, anzi c’è ma la Monsanto non avuto ancora il permesso di metterlo in campo, a meno che le cose siano cambiate recentemente;

 

L’uso dei pesticidi, in particolare degli erbicidi (i 2/3 degli OGM coltivati solo resistenti agli erbicidi) non è diminuito – leggete Fuglie (USDA non Vandana Shiva) http://www.ers.usda.gov/publication ... rr130.aspx

 

e Benbrook http://link.springer.com/article/10 ... ltext.html

 

Ma la perla delle perle è stata quella della moglie del genetista dell’agricoltore bio che sta introducendo il gene per la vitamina (che poi in realtà è per la pro-vitamina A) nel riso per fare il Golden Rice. Il Golden Rice è stato fatto agli inizi del 2000, è stato in giro per 16 anni ed è stato un flop gigantesco: ha un saporaccio e bisogna mangiarne una quantità enorme (mi sembra un chilo e messo al giorno) per soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina A. Parliamo di posti dove c’è tantissima frutta ricca di vitamina A.

 

 

 

Tornando alla libertà della ricerca: qui secondo me sarebbe stato più opportuno parlare di priorità, un termine che mi sembra di non aver sentito pronunciare. Che senso ha investire in una ricerca di cui si possono già anticipare i risultati perché sono lì da 30 anni, su una tecnologia che, nel caso dell’agricoltura, non ha mantenuto una sola promessa creando problemi non solo di natura biologica (insetti e erbe infestanti resistenti) ma di dipendenza sempre più accentuata degli agricoltori da chi gli OGM li produce. Un altro articolo che vale la pena leggere è quello che parla del mais e della soia OGM negli Stati Uniti http://www.miscugli.it/public/compo ... he%20US%20(SC%202717).pdf da questo lavoro mi sembra si possa concludere che in quel caso la libertà di ricerca sugli OGM concessa ai ricercatori americani si è di fatto tradotta in una pressoché completa mancanza di libertà da parte degli agricoltori su ciò che possono seminare.

 

 

 

La risposta è, per dirla con il Ministro Martina, la biodiversità. Per cui quello che il Ministro fa non è oscurantismo ma preveggenza, non è far diventare l’Italia ultima, ma è dare un esempio. Poi magari i 21 milioni di euro li avrei investiti diversamente !!!!!!!!!!!!!!!