Lettera a tutti gli eurodeputati prima del voto delle 4 relazioni della Riforma PAC 2014-2020 nel corso della sessione plenaria dell'11-14 marzo 2013

 

Senza legittimità sociale, la PAC è in pericolo!

 

Gentile Eurodeputata/o,
Alla seduta plenaria di marzo, vi esprimerete sulle 4 relazioni della riforma PAC 2014-2020.
Le cittadine e i cittadini europei, allo stesso tempo contribuenti e consumatori, sono molto attaccati ad un'agricoltura europea differenziata, presente su tutto il territorio, ed in grandissima parte composta da piccole e medie aziende agricole familiari. Tuttavia la riforma della PAC proposta dalla Commissione
europea nell'ottobre 2011, e modificata dalla Commissione agricola del Parlamento europeo nel gennaio 2013, continua a permettere un utilizzo molto disuguale dei pagamenti diretti della PAC tra le aziende agricole Non sarà possibile mantenere un bilancio importante della PAC senza legittimità sociale. Ma con prezzi agricoli sottoposti ai mercati mondiali, e spesso al di sotto dei costi di produzione europei, la maggior parte dei produttori non può sopravvivere senza i pagamenti diretti della PAC. È dunque essenziale che, in tutta l'Unione europea ( UE), i pagamenti diretti siano decrescenti e livellati con delle soglie più basse di quelli proposte dalla Commissione e confermate da Comagri.
La sicurezza alimentare dell'UE è il primo obiettivo della PAC: i pagamenti diretti devono quindi essere riservati agli agricoltori che producono dell'alimentazione.
Il sovrappremio ai primi ettari, con riserva di un livellamento significativo dei pagamenti diretti, e con riserva di un importo sufficiente, va nella buona direzione.
Gli Stati membri devono potere stabilire norme migliori per l'ambiente: ad esempio la rotazione delle colture è necessaria, con una percentuale significativa di leguminose.
La riforma della PAC proposta, che accentua la deregolamentazione dei mercati agricoli europei, aumenta la volatilità dei prezzi agricoli: le assicurazioni-reddito proposte avvantaggiano soltanto le società d'assicurazione e le grandi aziende agricole. Devono essere escluse dal secondo pilastro, poiché non hanno nulla a che vedere con lo sviluppo rurale e assorbirebbero una parte importante dei fondi dello sviluppo rurale.
Per evitare le crisi settoriali, la gestione dell'offerta è uno strumento migliore, che non costa nulla al bilancio dell’UE. L'estensione da parte della Comagri delle quote dello zucchero e dei diritti di impianto viticoli è dunque positiva. Ma per il latte, molto resta da fare per evitare la prossima crisi e la scomparsa di numerosi produttori.
Il disaccoppiamento dei pagamenti diretti riguardo alla produzione (nota 1) comporta rischi gravi d'abbandono della produzione agricola in alcuni settori ed alcune regioni. Occorre accoppiare al massimo i pagamenti diretti alla produzione, associandovi una regolazione della produzione e delle misure che impediscano la iper-intensificazione.
Troverete qui sotto indicazioni concrete per il voto in seduta plenaria, sui punti più importanti per una legittimità sociale della PAC.
Vi chiediamo con il vostro voto di aumentare le possibilità di sopravvivenza delle piccoli e medie aziende familiali in Europa, che sono alla base della sicurezza alimentare, dell'occupazione, dell'installazione di giovani agricoltori e della vitalità dei territori rurali europei.
1) Livellamento dei pagamenti diretti per azienda (articolo 11):
- Siamo a favore del livellamento, che deve restare obbligatorio per gli Stati membri.
- Deve applicarsi all'insieme dei pagamenti diretti.
- Occorre abbassare la soglia massima a 100.000€ invece di 300.000€, dopo deduzione del 50% - invece del 100% - dei costi salariali dell’azienda.
2) Sovrappremio ai primi ettari (emendamento 61)
- Sì all'emendamento di Comagri che instaura questo sovrappremio con riserva che l'importo sia significativo.
3) Premio per le piccole aziende ( articoli 47-51)
- Rifiutare l'emendamento di Comagri che rende il premio facoltativo per gli Stati membri (emendamento 87).
- Sì all'aumento del limite massimo per questo premio, da 1000 a 1500€, ma resta troppo debole (emendamento 89).
- sì all'aumento (da 15 al 25%) della percentuale massima dell'importo rispetto al pagamento diretto nazionale medio (emendamento 89).
- Sì all'aumento della superficie massima dell’azienda (da 3 a 5ha) ma resta troppo debole (emendamento 89).
4) Accoppiamento dei pagamenti diretti alla produzione ( articoli 38-39)
- Sì all'aumento della soglia per l’accoppiamento per Stato membro (dal 5% al 15%) (emendamento 78).
- L’accoppiamento deve potere essere esteso a tutte le produzioni.
5 ) "Inverdimento"
- Una rotazione reale delle colture è necessaria, con almeno una coltura di proteine (le leguminose migliorano il suolo e riducono l'utilizzo dei concimi azotati).
- Oltre all'agricoltura biologica, nessun’altra certificazione deve essere dispensata dall’inverdimento (no all’emendamento 62, articolo 29, paragrafi 3 e 4).

(nota 1) Il disaccopiamento è un artificio dell'accordo OMC del 1994, che permette ai paesi ricchi di sovvenzionare senza limiti l'agricoltura (scatola verde). Associati a prezzi agricoli inferiori ai costi di produzione, i pagamenti diretti permettono all'industria agroalimentare di fornirsi a prezzi prezzi e, per i prodotti esportati, hanno gli stessi effetti del dumping riguardo ai paesi terzi delle sovvenzioni all'esportazione.

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