COMUNICATO STAMPA

 Centro Internazionale Crocevia e Mediateca delle Terre

presentano
Festival delle Terre
8° edizione del Festival Internazionale Audiovisivo della Biodiversità
Dal 19 al 22 maggio 2011
Città dell’Altra Economia
Largo Dino Frisullo, Roma

 

Il Festival delle Terre vuole far conoscere tante realtà che difendono l'identità, la cultura e i valori millenari di cui i popoli sono eredi e custodi e che si oppongono all’agricoltura mineraria agroindustriale, capace di distruggere per sempre la base stessa della produzione del cibo: la biodiversità.
Questa manifestazione nasce all'interno della Mediateca delle Terre, archivio multimediale del Centro Internazionale Crocevia, che da oltre 30 anni custodisce e valorizza le testimonianze di culture, tradizioni e paesi diversi, presentando la produzione del cibo nelle diverse forme che assume nel rapporto tra Terra e Uomo.
Il Festival è realizzato nell'ambito del progetto europeo “Buone pratiche in agricoltura sostenibile e sovranità alimentare: sviluppo di un approccio inclusivo nella lotta contro la povertà” con l'obiettivo, tra l’altro, di accrescere la mobilitazione delle organizzazioni sociali per un'appropriata implementazione in Europa e in Africa del Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche per l'Alimentazione e l'Agricoltura (ITPGRFA), a sostegno dei “diritti dei contadini”.

 

Festival Internazionale Audiovisivo della Biodiversità - 8° edizione

 

Dalla Cina alla Siberia, in Brasile come in Tanzania, ma anche in Italia: la difesa dei territori e delle risorse che custodiscono, le lotte contro politiche economiche scellerate e le soluzioni in difesa della biodiversità.
29 opere in concorso: documentari, film d’inchiesta e reportage realizzati attraversando tutti i continenti e suddivisi in 3 sezioni: Doc Italia, Indigeni!Racconti di dignità e Terre resistenti. Il Festival porta a Roma una serie di racconti che hanno ottenuto premi e riconoscimenti in diversi Festival Internazionali e che raramente vengono distribuiti nei canali commerciali.
Ad aprire la rassegna sarà il documentario A Place Without People del regista Andreas Apostolides (giovedì 19 maggio, ore 18.00) che racconta di un ambiente unico e straordinario: il parco naturale di Serengeti in Tanzania. Quando furono create le prime riserve naturali che fine fecero le popolazioni che vivevano da sempre in quelle zone? Per i turisti si tratta di un ambiente incontaminato e non sanno che le comunità che vivevano lì da tremila anni sono state allontanate. A place without people ha partecipato a numerosi Festival Internazionali e – tra i vari premi – ha vinto il Rtfb Award al Festival des Libertes di Brussels, il premio della Giuria al Green Film Festival di Seul, il Premio Environment a Patras IFF 2010 e la menzione d'onore al Cine Eco Festival in Portogallo.

 

Ha ottenuto altrettanti premi e menzioni (premio speciale della Giuria all'International Forest Film Festival), il film The Man Who Stopped the Desert (giovedì 19 alle 21.30) diretto da Mark Dodd. L'incredibile storia di un contadino del nord del Burkina Faso: Yacouba Sawadogo, ovvero l'uomo che fermò il deserto. La storia di una passione, di una resistenza condotta da un uomo coraggioso e
visionario che da solo ha salvato le vite di centinaia di persone dell'Africa occidentale.
Altrettanto intensa e straordinaria è la storia che racconta Old Man Peter di Ivan Golovnev (venerdì 20 maggio, ore 16.30), un documentario che ci conduce nel cuore della taiga siberiana dove vive il vecchio Peter Sengepov, l'ultimo sciamano rimasto presso il fiume Kazym. Nella regione del Khanty viene estratto il 70% del petrolio russo: le compagnie petrolifere si appropriano di fette sempre più grandi di territorio costringendo gli indigeni ad abbandonarlo. La moderna civilizzazione assorbe la cultura ancestrale, me solo il vecchio Peter resiste. (Tra i numerosi riconoscimenti: Best Documentary al Teheran International Short Film festival 2008, al Roshd Film Fest 2009; Best Ethnographic Film Festival de Cine Social al 2011).
Dal Kenya un documentario poetico sulla popolazione imprigionata dall’industria floreale in espansione. A Blooming Business (venerdì 21 maggio ore 21.30) di Ton van Zantvoort ci racconta gli abusi e le terribili condizioni lavorative di chi subisce questo business: il profumo delle rose si scopre non essere dolce ma molto amaro (miglior documentario al Festival Internazionale Montenegro 2010).
La lotta per la difesa della terra è centrale anche nel documentario Battle for the Xingu di Iara Lee (sabato 21 maggio ore 21.00). Sono gli indigeni che vivono attorno al fiume Xingu, affluente del Rio delle Amazzoni, a protestare contro la costruzione di quella che sarebbe la terza diga idroelettrica più grande al mondo e che il governo continua a portare avanti minacciando così di distruggere la biodiversità del bacino del fiume e di privare gli oltre diecimila indigeni del diritto a un futuro sostenibile (Best Short Documentary all' UNAFF -12th United Nations Association Film Festival).

 

Un'altra storia, un'altra lotta di un uomo contro la desertificazione, stavolta in Cina, è raccontata in A Farmer's Struggle di Zhao Liang (sabato 21 maggio ore 22.30). Un'altra porzione di terra dove un tempo vivevano centinaia di famiglie, ma dove oggi ne è rimasta una sola: Wei Guangcai e la moglie (in concorso al 35° Hong Kong International Film Festival).
Anche dall'Italia arrivano storie di chi difende la propria terra. Questo è il caso di Langhe Doc di Paolo Casalis (domenica 22 maggio, ore 15.00), che ci fa conoscere tre personaggi, tre produttori di cibo, tre eretici, per raccontare un unico territorio: le Langhe. Per dare al territorio un futuro diverso e contrario alla direzione intrapresa. Nel documentario anche la testimonianza di Giorgio Bocca.
E non poteva mancare un documentario sul Mar Mediterraneo. Si tratta di A tutto Tonno di Antonio Bellia (venerdì 20 maggio, ore 20.00), che ci racconta una delle modalità di pesca più antica del nostro mare, quella del tonno rosso, che rappresenta anche una significativa fonte economica.

 

Tante testimonianze quindi, realizzate da chi partecipa direttamente con gli strumenti della comunicazione audiovisiva alla resistenza contro la distruzione ed alla ricerca di soluzioni capaci di dare un futuro al pianeta, dando voce alle popolazioni che si fanno carico di produrre il cibo per noi tutti: i piccoli produttori.
A decretare il vincitore del Festival saranno quest’anno: Italo Spinelli, docente, regista ed esperto di cinema e teatro, fondatore e direttore di “Asiaticafilmmediale”, festival cinematografico dedicato al cinema asiatico, che si svolge dal 2000 a Roma; Lucas Caravia, documentarista e curatore di rassegne in Italia e in Uruguay; Jeremy Cherfas, biologo di Bioversity International.
Durante la giornata di sabato 21 maggio alle ore 15.00, verrà ospitata la sezione fuori concorso: La terra è di chi la lavora. Proiezioni video prodotte da Promedios, un' associazione che dal 1998 lavora in stretta collaborazione con le comunità autonome zapatiste. Giovani indigeni hanno realizzato video sui collettivi agricoli, sul caffè biologico destinato al commercio equo-solidale, sull'educazione autonoma, sulla medicina tradizionale e sulla storia della loro lotta per la terra.

 

«Un contadino senza terra non è più un uomo».

 

Ce lo ricorda Ndiogou Fall , fondatore del ROPPA, rete delle organizzazioni contadine e dei produttori dell' Africa occidentale, recentemente scomparso, ma la sua lunga azione di costruzione del movimento contadino africano ci continua ad interrogare: quali sono le lotte e le esperienze di coloro (organizzazioni di contadini, popoli indigeni, pescatori artigianali, giovani, donne) che si
battono in difesa della terra su cui vivono e della biodiversità? Cosa accomuna le sfide e la resistenza quotidiana dei contadini del Sahel, dei popoli dell’Amazzonia, così come degli agricoltori del Piemonte e degli abitanti delle steppe siberiane?
La crisi economica resta, aumenta il potere della speculazione finanziaria sul cibo e continuano i processi di distruzione della Terra. I governi ripropongono, di fronte all'aumento della povertà e dell'insicurezza alimentare, le stesse ricette imposte nell'ultimo quarto di secolo. Un miliardo di affamati sono lì a ricordare a tutti che quelle ricette sono sbagliate. Per questo è importante rendere
protagonisti e sostenere chi è all'origine della nostra catena alimentare: i piccoli produttori di cibo che, per primi, soffrono la crisi e che più subiscono l'impatto dei danni ecologici. Per ascoltare le risposte, dalla voce diretta di chi ogni giorno produce il cibo per sè stesso e per l'enorme maggioranza degli abitanti della terra, il Centro Internazionale Crocevia dà vita a Roma, anche quest'anno, al Festival delle Terre – 8° edizione del Festival Internazionale Audiovisivo della Biodiversità, che si terrà dal 19 al 22 maggio alla Città dell’Altra Economia, Largo Dino Frisullo, a Testaccio.

 

Mai come ora, nel preteso trionfo della liberalizzazione dell’economia, il mercato - globale e interno – dei prodotti agroalimentari, è così dominato da un ristretto numero di potentati economici e politici. E' a repentaglio la vita di centinaia di milioni di donne, uomini e bambini in tutto il pianeta. Non solo di quelli che muoiono di fame o che sono minacciati dall’insicurezza alimentare, ma anche di coloro che per sopravvivere mangiano più patate e meno carne o latte, come in Italia, erodendo i risparmi propri e delle generazioni che li hanno preceduti, al sud come al nord del pianeta. I prezzi di pane, zucchero, carne e latte crescono. E con la crisi economica ancora imperante, l’insicurezza alimentare continua a crescere. Per fortuna però, cresce anche l’opposizione a questo stato di cose, come testimoniano le rivolte recenti nei paesi del Mediterraneo. Si tratta di rivolte in difesa della propria dignità, rivolte per “il pane e le rose”, spinte soprattutto dalla mancanza del pane. E’ il caso della Tunisia, dell’Algeria, dell’Egitto, ma anche del Messico e della Giordania.
Al centro del programma del Festival delle Terre, ci saranno le lotte per la dignità e per il pane, da una parte all’altra del mondo.

 

Il Festival delle Terre. Non solo cinema

 

Ma anche conferenze e seminari internazionali sui temi dell’ agrobiodiversità, del diritto al cibo, della sovranità alimentare.
Tra i diversi incontri internazionali sabato 21 maggio, alle ore 10.30, si terrà la tavola rotonda: “Dopo Bali. Chi blocca, chi vince. Il trattato Internazionale sulle Risorse genetiche per l'agricoltura e l'alimentazione”.
I contadini avanzano un credito nei confronti dell'industria sementiera moderna. Il trattato potrebbe consentire in parte il saldo di questo credito. Ma ogni volta si blocca. Quali le exit strategy?
Ne parleranno: Antonio Onorati (presidente Centro Internazionale Crocevia), Guy Kastler (Réseau Semences Paysannes/Via Campesina), Abdelhamid Zammouri (presidente ADD – Médenine e del Comitato di Coordinamento di Remadel - Associazione Contadina Tunisina), Livia Ortolani (AIAB), Bioversity International e il rappresentante del Segretariato FAO del Trattato Internazionale sulle Risorse genetiche per l'agricoltura e l'alimentazione.
Una sezione particolare sarà dedicata alla formazione scolastica attraverso incontri con le scuole e con lo spazio speciale: Concorso ragazzi Biocortissimi. E poi altre testimonianze. Tra le varie: domenica 22 maggio alle ore 17.00 “Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni! Strategie di resistenza non violenta per i diritti del popolo palestinese. Interverranno: Centro Internazionale Crocevia, BDS National Movement, comitato per la campagna Stop That Train, comitato per la campagna stop Agrexco.
Le mostre I guardiani della Madre Terra, mostra fotografica di Francesca Minerva, dedicata al movimento zapatista che da decenni si batte per i diritti dei popoli indigeni e per la difesa delle terre ancestrali. Raccoglie foto scattate tra il 2005 e il 2008 nelle comunità indigene del Chiapas (Messico) e durante alcuni incontri internazionali promossi dall’EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione

 

Nazionale).Terra Matrigna, la mostra di Maurizio Rossi, è centrata sulle problematiche che si aprono di fronte all’umanità che ancora non riesce a frenare la folle corsa verso l’esaurimento delle risorse naturali e che non intravede la possibilità di dare luogo a modelli di vita alternativi. Dipinti, testi illustrati, e sculture di cartapesta che tentano di sorprendere l’osservatore e di provo care una riflessione.

 

La premiazione dell' 8° edizione del Festival Internazionale Audiovisivo della Biodiversità avrà luogo alle 20.00 di domenica 22 maggio.
Alla Città dell’Altra Economia durante il Festival delle Terre non mancherà di certo la musica. Con i Controcorente conosceremo la musica popolare romana, gli U.A.I ci porteranno nella musica del sud d'Italia e con Mariano De Simone conosceremo la musica e le danze nordamericane.

 

Il Festival delle Terre – 8° edizione del Festival Internazionale Audiovisivo della Biodiversità è organizzato dal Centro Internazionale Crocevia e dalla Mediateca delle Terre in collaborazione con Acra, Bioversity International, Equorete, Terrre, Consorzio Città dell' AltraEconomia, Laboratorio Linfa, Legambiente, Radio Popolare Roma, con il contributo dell'Unione Europea e con il patrocinio di Roma Capitale, Provincia di Roma, Arsial, Regione Lazio e Consiglio Regionale del Lazio.

 

l programma completo del Festival su www.festivaldelleterre.it
Festival delle Terre
8° Festival Internazionale Audiovisivo della Biodiversità
Centro Internazionale Crocevia,
Via Tuscolana 1111, 00173 Roma
+39 (0)6-72902263;
www.festivaldelleterre.it
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Ufficio stampa
Rachele Masci
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+39 340 3243744

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