I partecipanti all'assemblea GAS DES 2011 convengono una agenda operativa da realizzare nei prossimi 12 mesi e propongono di affidare al Tavolo RES l'accompagnamento del processo, verso la prossima assemblea annuale.
L'agenda si compone delle seguenti aree tematiche, frutto dell'elaborazione dei gruppi di lavoro:

1) Il contributo del Sud alla crescita delle reti di economia solidale

Premesse

Nonostante il capitale delle relazioni nel Sud sia forte, c'è la difficoltà a strutturarsi in reti; il numero dei GAS è ridotto e fatica a crescere.
È necessario coordinarsi per consolidare i legami.
I produttori del Sud sono poco conosciuti: è difficile superare il carico dei pregiudizi. La conoscenza (anche attraverso il turismo sostenibile) ed i Sistemi di Garanzia Partecipata possono costituire una opportunità.

Indicazioni operative

• Incontro a settembre in Basilicata per conoscersi, sviluppare una strategia comune (anche produttiva, relazionandosi con le reti del Nord) e pianificare una edizione del corso di formazione per animatori di reti al Sud.
• Attivarsi per creare non solo relazioni Sud-Nord, ma anche reti e progetti Sud-Sud per costruire filiere territoriali “chiuse” e rapporti di mutualità tra i diversi territori.

2) In rete con il Commercio Equo

Premesse

Limitata conoscenza del Commercio Equo da parte dei GAS e criticità nel rapporto tra GAS e Botteghe. Le pratiche funzionanti hanno evidenziato i seguenti elementi:
• alleanza ex ante sul progetto, che favorisce il sostegno economico e progettuale;
• progetti internazionali, ma con ricaduta locale.

Indicazioni operative

Le Botteghe potrebbero fungere da luoghi di collaborazione operativa ed attivazione culturale sul territorio anche per i GAS.
Favorire l'incontro continuativo tra GAS e Botteghe per l'elaborazione di progetti comuni.
Possibili sinergie concrete:
• progetti nella filiera della lana;
• ampliare la vendita dei prodotti sfusi;
• coinvolgere maggiormente i GAS (come “rete nazionale”) nelle campagne del Commercio Equo;
• partecipare a momenti di incontro promossi/organizzati dal movimento del Commercio Equo.

3) La finanza etica al servizio di GAS e DES

Premesse

Molta resistenza nei GAS e nei DES ad assumere pratiche di finanza etica, anche per la complessità del tema ed un “immaginario negativo” nei confronti del tema del denaro.

Indicazioni operative

• I GAS devono acquisire maggiore coscienza rispetto al tema: è necessario fare un investimento culturale (formazione e informazione sulle proposte della finanza etica) e lavorare sulla comunicazione (mailing list, Internet).
• Gli operatori della finanza etica intendono articolare proposte specifiche per il contesto dei GAS.
• Nel medio periodo si vuole promuovere la costituzione di tavoli regionali dedicati alla finanza etica (in Lombardia ed in Emilia esistono già) che abbiano come riferimento privilegiato i DES.
• Il gruppo intende inoltre esplorare la creazione di nuovi strumenti finanziari a disposizione dello sviluppo dei progetti dei DES (es. “fondo di solidarietà”) e l'accesso a bandi e fondi dell'UE (in particolare in connessione con il gruppo di lavoro “nuova agricoltura”).

4) L’identità dei GAS alla prova della legge

Premesse

Il gruppo esprime un giudizio positivo sull’intervento contenuto nella Finanziaria del 2008 che ha sottratto i GAS all’incertezza normativa ed alla possibilità di sanzioni amministrative.
Il gruppo di lavoro ha invece espresso un giudizio negativo sull’attuale “frenesia legislativa” regionale (sull’esempio della legge regionale umbra e relativi copia incolla effettuati a altre regioni come Lombardia, Emilia Romagna, Marche) che non ha previsto la partecipazione attiva né la consultazione del mondo GAS.

Indicazioni operative

• Non si sente l'esigenza di una ulteriore definizione normativa dei GAS: tuttavia i GAS esprimono la volontà di essere interlocutori, insieme agli altri soggetti dell'economia solidale, nel caso di attivazione da parte del legislatore.
• l Gruppo di lavoro ritiene strategico per il movimento dell’economia solidale un confronto con le istituzioni per garantire spazi di discussione e lavoro, anche per elaborare norme adeguate (sull'esempio del positivo rapporto avviato in Liguria).
• A livello operativo si è deciso di elaborare un documento unitario come Rete Nazionale GAS da indirizzare ai Presidenti delle varie Regioni per proporsi come soggetti di interlocuzione.

5) Criteri e strumenti per valutare i produttori di beni non food

Premesse

• La conoscenza da parte dei consumatori della filiera di prodotti non agro-alimentari è estremamente limitata; questo deriva dalla complessità insita nei processi produttivi di tipo industriale, semiindustriale e artigianale.
• In genere i produttori hanno una scarsa conoscenza delle aspettative del mondo dei GAS e del loro portato culturale, che fonda la scelta dei prodotti sulla conoscenza diretta e approfondita dei produttori per definire la qualità di un prodotto “solidale” (es. tracciabilità, trasparenza, valori ambientali e sociali, diritti del lavoro, rapporto con il territorio locale, ecc.).
• Il percorso storico del consumo critico e l'analisi sviluppata dalle campagne di pressione sulle imprese degli ultimi trent'anni non sono patrimonio storico e di riferimento per l'azione dei GAS, nati originariamente proprio nel contesto dell'azione politica delle prime campagne di boicottaggio.
• La frammentarietà del mercato solidale e dell'organizzazione tra i GAS non facilita livelli di comunicazione adeguata tra domanda e offerta.

Indicazioni operative

• Avviare un gruppo di lavoro permanente composto sia da produttori che da consumatori, che adotti modalità di lavoro efficaci ma sostenibili. Gli obiettivi di medio periodo sono:
• favorire processi di reciproca conoscenza e apprendimento, al di là di pregiudizi ideologici;
• individuare le competenze mancanti ed i bisogni formativi;
• stabilire criteri condivisi di valutazione etica ed eco-compatibile delle filiere.
• Nel lungo periodo sarebbe interessante trovare risorse e strumenti per accompagnare processi di transizione dei processi produttivi manifatturieri nella direzione di costruire esperienze di economia solidale.
• Sarà altresì probabilmente necessario circoscrivere il campo d'azione: la definizione “non agroalimentare” è troppo ampia.

6) Criteri e strumenti per valutare proposte e iniziative di “nuova agricoltura”

Premesse

Si riprende la riflessione avviata nella scorsa Assemblea GAS DES di Osnago (giugno 2010) su quattro argomenti:
• trasformazione sistemi di produzione: agricoltura come elemento di cambiamento territoriale;
• dal “consumo critico” al “consumo politico”: verso la sovranità alimentare, evidenziando la potenzialità trasformativa delle pratiche;
• Sistemi di Garanzia Partecipata;
• Campagna popolare per una legge che riconosca l'agricoltura contadina.
Si richiama la profonda asimmetria nel quadro delle conoscenze tra GAS e agricoltori: è necessario lavorare sulla formazione e l'apprendimento collettivo, costruire il “sapere per scegliere”.

Indicazioni operative

• Stimolare la costituzione di reti regionali, invitando GAS e DES ad incontrare i rappresentanti territoriali delle reti contadine (AIAB, ARI, ASCI, Civiltà contadina, ecc.).
• Invito a mantenere una visione complessiva della rete e delle tematiche: i Sistemi di Garanzia Partecipata e la Campagna per l'agricoltura contadina non rappresentano dei fini, ma strumenti per una trasformazione territoriale e comunitaria sostenibile.
• Attenzione agli appuntamenti in sede europea, di particolare rilevanza per la tematica agricola: quando non è possibile partecipare, attivarsi per raccogliere le informazioni.
• Aderire alla Rete Semi Rurali: è strategico sviluppare progetti territoriali sul tema delle sementi all'interno dei DES.
• Incontrarsi tra 6 mesi per verificare lo stato di avanzamento.

L'Aquila, mattina di domenica 26 giugno