AAA Artigiani costruttori in pietra a secco cercasi

 

Astenersi perditempo

 

Dopo anni di indifferenza anche in Italia si sta finalmente capendo l'importanza dei manufatti in pietra a secco e dei maestri della pietra a secco. I primi perché si è riconosciuto il loro contributo quale componenti fondamentali del paesaggio rurale storico italiano in termini di risorsa culturale, ambientale, economica e sociale per il futuro; i secondi perché se ne è compreso il ruolo indispensabile e imprescindibile non solo per la realizzazione di nuove costruzioni, ma soprattutto per la cura e per il mantenimento di quegli elementi e di quei saperi che rendono il paesaggio rurale tradizionale italiano unico e distintivo, testimonianza della civiltà di un popolo che fa tesoro del suo passato in chiave attuale e contemporanea.

 

Per molti anni, a parte rare eccezioni, si è distrattamente rinunciato a tramandare il sapere tradizionale del costruttore in pietra a secco credendo che questo mestiere fosse ormai destinato ad essere oltrepassato da nuove professionalità legate all'utilizzo dei nuovi materiali della contemporaneità: acciaio e cemento armato primi su tutti. Si è poi anche accettato, e sempre con grande miopia - e si accetta tutt'ora, a parte rare eccezioni - che i crolli di muri e di strutture in pietra fossero inevitabili perché conseguenze di stili di vita del passato, che si facessero degli interventi ricostruttivi e di recupero inappropriati (dei veri e propri tacconi o rappezzi), che si prendessero delle scorciatoie costruttive banali e squalificanti in nome di costi più bassi (ma che poi saranno complessivamente più alti), che un muro in cemento rivestito in pietra equivalesse ad un muro in pietra a secco e che un canale cementificato equivalesse ad un canale in pietra o in terra battuta, confondendo così contenuti e apparenze.

 

Complessivamente, lentamente ma inesorabilmente, si è accetatto un impoverimento collettivo dato dalla somma della perdita di conoscenze, di capacità, di qualità paesaggistica e costruttiva, di gestione olistica del territorio. Ma un patrimonio non più vissuto e che non si riesce a mantenere e neppure a rinnovare rischia di essere perso per sempre, un paesaggio che non può più contare su persone che sanno come fare per restaurarlo e curarlo rischia di essere compromesso per sempre così come lo sarebbe un'opera d'arte messa nelle mani di restauratori improvvisati, quindi goffi ed incapaci.

 

Questa serie di considerazioni motiva la Sezione Italiana dell'Alleanza Mondiale per il Paesaggio Terrazzato ad avviare una prima ricerca su dove siano e di che cosa si occupino gli artigiani italiani della pietra a secco credendo che sia giunto il momento di:

 

 

dare la giusta visibilità e i giusti riconoscimenti a tale professionalità;

 

facilitare, attraverso un registro nazionale, i contatti fra committenze sensibili e artigiani professionisti perché la qualità dei lavori realizzati possa costituire un buon esempio in grado di incentivare futuri interventi e sia garanzia per il mantenimento della qualità del paesaggio rurale italiano;

 

dar vita ad una rete italiana di artigiani della pietra a secco che possa rappresentare la realtà italiana a livello internazionale;

 

istituire una rete nazionale di scuole regionali dedicate alla costruzione in pietra a secco che sia in grado di garantire tanto la bontà e la serietà delle conoscenze trasferite che la professionalità che verrà acquisita dai partecipanti;

 

condividere un progetto collettivo di lungo periodo che aiuterebbe ad intrecciare mirabilmente ruoli, capacità e competenze ritrovate.

 

 

 

Si chiede quindi di segnalarsi o di segnalare maestri artigiani della pietra a secco compilando la breve scheda in allegato (qui sotto riportata) e inviarla successivamente all'inirizzo email:

 

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