La storia della Rete dal 2000 ad oggi

A cura di
Massimo Angelini
Consorzio della Quarantina
Genova, 22 aprile 2008

Ricordo che si inizia a tessere la Rete nel 2000. A febbraio, quando durante la Fierucola dei Semi a Firenze, mi trovo a condividere con Isabella Dalla Ragione (Archeologia Arborea) la necessità di immaginare uno strumento di collegamento e coordinamento tra associazioni e persone, tutte impegnate nello stesso compito di recuperare e conservare varietà tradizionali, ma tutte pressoché sconosciute fra loro. "Ci siamo, forse siamo in tanti, ma non sappiamo chi siamo, né cosa facciamo (magari le stesse iniziative, inutilmente duplicate, anzi moltiplicate)".

Quello stesso giorno della Fierucola, Giannozzo Pucci (ASCI) ci lancia una battuta sulla direttiva europea 98/95, quella che ha dettato le linee di riforma delle leggi sementiere nazionali e ha vietato ai coltivatori la commercializzazione (a titolo oneroso o non oneroso) del propri semi, fatte salve eventuali deroghe da riconoscere alle cosiddette "varietà da conservazione". 

Con Isabella parliamo anche di questo e concordiamo di costruire, presto o tardi, un incontro al quale ciascuno di noi inviterà chi conosce e pensa interessato a dialogare di sementi e voglia di coordinarsi. Iniziano i contatti.

Elena Rovera, della coop. Cornale di Magliano Alfieri (AT), si dice pronta a ospitare l'incontro e a fornire una base operativa all'eventuale gruppo che si potrebbe formare. 18-20 maggio, Isola Polvese, a un incontro europeo dedicato alla conservazione della biodiversità in campo, promosso dall'IPGRI (ora Biodiversity International), si parla ancora delle necessità che anche in Italia si costituisca un coordinamento: tra i presenti incontro Valeria Negri (Università di Perugia) e Alisea Sartori (Istituto Sperimentale per la Frutticoltura di Roma) che appoggiano l'iniziativa. 

Con l'idea di incoraggiare un primo incontro organizzativo, ristretto a poche persone, il 1° giugno invio un invito a vedersi il 25 e 26 luglio presso la coop. Cornale; lo invio a Isabella Dalla Ragione, Enrico Covolo (Il Vecchio Melo), Valeria Negri, Giannozzo Pucci, Alisea Sartori, Elena Traversa; invito come "osservatori" anche Marco Bertelli (CREA), Angelo Lippi (ADiPA), Lorenzo Maggioni (IPGRI), Giancarlo Stellini (Provincia di Genova). Nel giro di pochi giorni si genera un rapido passa-parola: alcuni invitati ne propongono altri; altri si autoinvitano: salta l'idea del gruppo ristretto e si affaccia la prospettiva di una plenaria. 16 giugno, parte una seconda lettera circolare - estesa anche a Sabine Lanfranchi (Pro Specie Rara), Alberto Olivucci (Civiltà Contadina), Graziella Picchi, Oriana Porfiri (CERMIS), Concetta Vazzana (Università di Firenze), e attraverso la posta elettronica si cominciano a condividere scritti e opinioni.

Arriviamo al 25 luglio con 11 relatori e 19 osservatori, a questi si sono aggiunti alla discussione per posta elettronica altri 17 corrispondenti; sono stati condivisi 25 testi in formato elettronico.

Nei due giorni del Cornale ci si conosce, si discute, si concordano quattro azioni:

1. la creazione di un notiziario;

2 . la produzione di un documento comune da rivolgere al Ministro delle Politiche Agricole, alle Regioni, e da diffondere in Italia e all'estero;

3. la preparazione di una bozza di decreto da sottoporre al MiPAAF per attuare la deroga in favore delle varietà da conservazione prevista dalla direttiva 98/95;

4. la creazione di un "nostro" catalogo di varietà locali e tradizionali.

(Scarica  Documentazione sull'incontro)

Il notiziario regge per parecchi mesi, ma finisce che mi ritrovo a farlo da solo con il solo sostegno di Oriana e qualche saltuario contributo di Elena: in realtà pochi condividono quello che sanno e che fanno e, presto, quello che nelle intenzioni doveva essere uno strumento di rete si riduce alle informazioni provenienti dal Genovesato. Il documento viene chiuso lo stesso 26 luglio, con la firma di Angelini, Covolo, Dalla Ragione, Olivucci, Porfiri, Pucci, Sartori, Traversa e Vazzana: la coop. Cornale lo fa tradurre e ne cura la spedizione "a tappeto", come era stato chiesto durante l'incontro. (Scarica Documento Comune in Italiano e Inglese

La bozza di decreto nasce e nel corso di un anno - anche grazie al contributo di Antonio Onorati (Crocevia) - prende una forma definitiva: la stessa che servirà da base all'art. 2bis della L. 46/2007 e al documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni del 20 marzo 2008. Il catalogo entra in una lunga fase di gestazione, trascorsa a discutere schede e caratteri di riconoscimento e distinzione, poi nello scorrere di pochi mesi è abortito.

La Rete - che dopo il Cornale, dove trova la sua prima sede, si chiama "Coordinamento Nazionale per la Conservazione Rurale e la Diffusione delle Varietà Locali" - all'inizio cerca il dialogo con l'allora ministro alle P.Agricole, Pecoraro Scanio: lo incontrerò due volte: una a Firenze il 2 settembre 2000 per presentargli il documento comune; l'altra a Roma l'8 gennaio 2001 (scarica le richieste:  2 settembre 2000 , 8 gennaio 2001): due incontri inutili con un uomo distratto e con una fragile capacità di ascolto e - per ciò che riguarda i nostri temi - forse anche di comprensione. Nel frattempo si continua a limare la bozza di decreto che sarà pubblicamente presentata a Genova, i primi giorni di luglio del 2001 (due settimane prima del G8) dove, come Consorzio della Quarantina, Conservatorio delle Cucine Mediterranee e con l'aiuto finanziario della Provincia, organizziamo una tre-giorni intitolata "Risveglio. Della terra e della cultura rurale", alla quale partecipano - come "insegnanti" - Ivan Illich, Hope Shand, J.M Pelt, Theodor Shanin, e intervengono anche Giannozzo Pucci, Vandana Shiva ed Edward Goldsmith. 

Il 12 ottobre 2001, a Maccarese, invitato sdall'IPGRI, racconterò quale è stato fino a quel momento il ruolo della Rete per la conservazione dell'agrobiodiversità  in Italia. (Scarica  Relazione Inviata all'IPGRI)

Nel frattempo, Riccardo Bocci (che ho conosciuto pochi mesi prima al "Risveglio") inizia a prendere in mano quello che resta di una tela nata con tante aspettative ma dopo un anno già sfilacciata.

Quando l'ho incontrato a Genova, ero tanto prevenuto su Riccardo e, se ricordo bene, non avevo voglia di conoscerlo: sapendolo figlio dell'università e connivente con quel mondo, lo pregiudicavo teorico, saccente e perfino molesto. Di quelli che hanno la lingua più lunga delle mani e parlano volentieri e proprio non ci puoi contare. Lui questo non l'ha mai saputo, ma io - che mi sono presto ricreduto sul suo conto - della mia accoglienza diffidente e un po' scontrosa gli chiedo scusa dopo sette anni.

NOTIZIARI 2000-2001

Il primo Notiziario è del 6 settembre 2000, l'ultimo (il n° 19) è del 4 dicembre 2001. I primi diciassette numeri (fino al 30 luglio 2001) sono stati curati da Massimo Angelini, gli ultimi due, dal 26 ottobre al 4 dicembre, da Riccardo Bocci.

Notiziari del 2000

N°1 (6 settembre)N°2 (16 settembre)N°3 (26 settembre)N°4 (6 ottobre)N°5 (16 Ottobre)N°6 (26 ottobre)N°7 (6 novembre)N°8 (16 novembre)N°9 (26 novembre)N°10 (6 dicembre)N°11 (16 dicembre)Allegato al N°11N° 12 (31 dicembre)

Notiziari del 2001

N°13 (21 marzo)N°14 (3 aprile), N°15 (25 aprile)N°17 (30 luglio), N°18 (26 ottobre)N°19 (4 dicembre)


Fondazione della Rete Semi Rurali

Dopo 7 anni di attività informale, viene quindi formalizzata la Rete Semi Rurali, i cui soci fondatori sono l’Associazione Rurali Italiana (ARI), l’Associazione per la Salvaguardia della Campagna Italiana (ASCI), Archeologia Arborea, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, Civiltà Contadina, il Consorzio della Quarantina, il Coordinamento Toscano Produttori Biologici (CTPB) e il Centro Internazionale Crocevia. Si tratta di un momento importante per il mondo dell’associazionismo agricolo italiano, che mettendosi insieme vuole ricordare a tutti che la biodiversità agricola va conservata, valorizzata e sviluppata nelle campagne dagli agricoltori, prima di tutto.

Crescita della Rete Semi Rurali

A due anni dalla fondazione della Rete sono 3 le associazioni che diventano socie: L'associazione Veneta dei produttori Biologici (A.Ve.Pro.Bi), World Wide Opportunities on Organic Farms (WWOOF) e l'Associazione Lavoratori Produttori dell'Agroalimentare (ALPA)

Per informazioni:
info@semirurali.net o direttamente presso le associazioni socie della Rete: www.aiab.it, www.asci-italia.org, www.assorurale.it, www.archeologiaarborea.org, www.civiltacontadina.it, www.quarantina.it, www.croceviaterra.it, www.ctpb.it, www.wwoof.it, www.aveprobi.org, www.alpainfo.it.