You need the Flash plugin to see this content Download Macromedia Flash Player
La rete : ARI - Comunicato stampa - OGM invisibili e decisioni nascoste del governo
Inviato da riccardofr il 17/7/2017 14:23:17 (181 letture) News dello stesso autore

COMUNICATO STAMPA 17.07.2017
OGM invisibili e decisioni nascoste del Governo

E’ in discussione alla Camera lo “Schema di decreto ministeriale recante approvazione del piano di
ricerca straordinario per lo sviluppo di un sistema informatico integrato di trasferimento tecnologico, analisi
e monitoraggio delle produzioni agricole attraverso strumenti di sensoristica, diagnostica, meccanica di
precisione, biotecnologie e bioinformatica, predisposto dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi
dell'economia agraria (CREA)” per un finanziamento del valore di 21 milioni di euro.

http://documenti.camera.it/apps/nuovosito/attigoverno/Schedalavori/getTesto.ashx file=0427.pdf&leg=XVII#pagemode=none



scarica il PDF

Il decreto, al di la della miscellanea di strumenti di vario tipo concepiti come necessari alla
modernizzazione della nostra agricoltura, contiene di fatto una serie di decisioni politiche destinate ad
avere un forte impatto normativo poiché stabilisce che i prodotti che risultano dall’applicazione delle
cosiddette nuove tecniche di creazione varietale (NBT), in particolare da Cisgenesi e genoma editing, non
siano considerati OGM.

In un precedente nostro comunicato avevamo già segnalato come la Corte di Giustizia Europea (CGE) -
investita dal Consiglio di Stato francese - avesse in corso un proprio giudizio sulla natura di questi prodotti i
cui risultati non si conosceranno prima della fine del prossimo settembre, e decidere se gli organismi
ottenuti per mutagenesi siano soggetti alle attuali leggi relative agli OGM.

Ancora in data 3 luglio ultimo scorso , rispondendo ad una richiesta del PE

[url=http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do? type=WQ&reference=P-2017-003628&format=XML&language=FR: - http://www.europarl.europa.eu/sides ... e=FR]Union européenne : Parlement européen REPONSE question P-003628-17[/url]

relativa al non rispetto del Protocollo di Carthagena dei “prodotti ottenuti dalle nuove tecniche di
selezione”, M. Andriukaitis a nome della Commissione afferma “Malgrado anni di dibattiti e lavori di
esperti, nessuna decisione non e’ stata ancora presa relativamente al quadro giuridico applicabile alle
“nuove tecniche di selezione”nell’Unione Europea. Non esiste nessuna misura specifica di valutazione, di
biosicurezza, di tracciabilità o di etichettatura ai prodotti ottenuti con questi procedimenti ” (fine citazione)

Evidentemente il Governo italiano ed il CREA ritengono di aver affrontato e risolto tutti gli elementi
appena segnalati, decretando che tali prodotti debbono essere considerati come “analoghi” ai prodotti
ottenuti con procedimenti di creazione varietale convenzionali (pag 6/110 della bozza di decreto appena
citato) e quindi esentati dal rispetto delle normative relative ai prodotti dell’ingegneria genetica.

Ingenerando il sospetto di saltare il quadro giuridico europeo, oltre che quello specifico nazionale - che
vieta la coltivazione degli OGM e la loro sperimentazione in pieno campo - che tra l’ altro non viene
neanche richiamato nella bozza del decreto, procedendo per atti compiuti. Stesso tentativo fatto in
Germania dove, pero’, attraverso un ricorso amministrativo e’ stata contestata la decisione presa
dall’Ufficio Federale per la Difesa dei Consumatori (BVL = autorità competente in Germania) che aveva
dichiarato all’ impresa Cibus che la colza modificata attraverso “...tecniche RTDS, dette tecniche di
motagensi diretta da oligonucleotidi...” (tradotto dal tedesco) “...non era una pianta modificata
geneticamente....” e che quindi non ricadeva sotto le normative relative all’ingegneria genetica. La causa in
corso presso il tribunale amministrativo di Braunschweig dal 2016, ha ottenuto una sospensiva che ha
bloccato la sperimentazione in pieno campo della colza modificata, in attesa di una decisione della Corte di
Giustizia Europea.

Deve perciò destare assoluta preoccupazione che, con un finanziamento pubblico importante, si avvii
un’ attività di sperimentazione e successiva diffusione di prodotti modificati che riguardano le pi ù
importanti specie coltivate in Italia, con il rischio che la loro eventuale brevettazione, oltre tutto, ne
accresca i costi di produzione. D’altra parte e’ facile immaginare quale sarebbe l‘impatto economico se, ad
esempio, la varietà di uva da tavola “ Italia” (pg 46/110) coltivata fosse riconosciuta come “OGM” o se l’
introduzione del “magic gene” in varietà di grano duro prodotte nel nostro territorio le facesse catalogare
come “OGM” (pg 40/110).

ARI, membro del Coordinamento Europeo Via Campesina, si aspetta dal Parlamento un atto di
responsabilità chiedendo al governo di ritirare il decreto, almeno nelle parti che riguardano le “NBT”, di
affrontare un piano di ricerca che valorizzi le nostre specificità produttive salvaguardandone la qualità e
favorendo una transizione verso modelli d’agricoltura ecologicamente sostenibili, con un vantaggio effettivo
per gli agricoltori italiani, evitando di distruggere quanto e’ stato ottenuto in termini di mercato nazionale
ed internazionale proprio dall’agricoltura italiana che può fregiarsi del “GMO free”.

Il presidente
Fabrizio Garbarino

Colà di Lazise (VR) 17 07 2017
Per contatti info@assorurale.it

News precedente - News successiva Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news


Segnala questa news

                   

I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
 
Via di Casignano, 25
50018 Scandicci (FI)
Mob +39 3481904609
FAX 1782283769