You need the Flash plugin to see this content Download Macromedia Flash Player
Attività : Nella terra dei Peliti di Mariapia Corpaci
Inviato da riccardofr il 21/6/2015 9:18:45 (2003 letture) News dello stesso autore

Nella terra dei Peliti


di Mariapia Corpaci, Consorzio della Quarantina


 


Arriviamo a Paranesti dopo quattro ore di viaggio attraverso una Grecia mai vista prima, rurale e deserta di presenze umane. Siamo quasi al confine con la Bulgaria (40 km) e la vegetazione, mentre andiamo, passa da ulivi a perdita d'occhio con chiome esuberanti (abbandonati?) a boschi con qualche albero da frutto in piena fioritura. E' il 19 aprile.


 


[l'articolo compare in versione ridotta sul Notiziario RSR#11 di Maggio 2015]



Passiamo il fiume Nastos, veloce, impetuoso e carico d'acqua e ci siamo. I miei compagni sono perplessi. Ci hanno parlato di centinaia di presenze e, a vedere il posto, ci sembra improbabile e comunque non il caso in questo momento. Un paesone sonnacchioso lungo una valle ampia circondata da montagne e boschi. Qualche bar, qualche taverna con i tavoli fuori, la farmacia. In albergo, oltre a noi, c'è solo un energumeno francese in harley che vagabonda per l'europa.


Telefoniamo. Ci danno appuntamento alla stazione, dove arriverà il treno con un carico di ospiti. L'accoglienza è sorridente e franca. Seguiamo la carovana di auto fino al Centro di educazione ambientale dove risiederanno la maggior parte dei partecipanti: è una collina disseminata da villette che possono ospitare fino a 7 persone, ma con un solo bagno! Intorno, il bosco. Al corpo centrale, due grandi stanze separate dall'ingresso e dai bagni, sono già piene di gente. In una, seduti intorno a grandi tavolate, ci sono persone che imbustano semi e altri che etichettano e sigillano le bustine. Ci sono molte cassette già piene, con le bustine separate da indicatori delle varietà di ortaggi, cereali, erbe, pronte per la giornata di sabato. Scopriamo che fino a sabato, a partecipare al I Forum Internazionale dei Beni Comuni, saremo poco più di un centinaio, da quattro continenti. Al nostro seminario Leonardo Grow saremo noi tre e i quattro spagnoli. Le migliaia di persone arriveranno sabato per la XX Festa di semi tradizionali da tutta la Grecia, la festa più vecchia e conosciuta del paese. Tra persone sorridenti e saluti multilingue, abbracci tra vecchi amici e timide presentazioni, spiccano il sari di Vandana Shiva e la bianca e ancora folta chioma di Hugo Blanco, il grande padre della Confederazione contadina peruviana.


A cena, il racconto di due giovani francesi. La loro associazione “Grains e Cinema” mette in contatto, attraverso il cinema ambulante, il mondo rurale francese con i grandi temi poco trattati, tra cui la guerra e la resistenza umana in Siria. In questo periodo collaborano con Julia e la sua associazione rurale tedesca che fornisce semi e competenze per l'impianto di orti, urbani e non, in Siria. Colpita dalla guerra in Siria, la pragmatica Julia, agricoltrice, è partita tre anni fa per la Siria, per capire cosa avrebbe potuto fare per aiutare i siriani, la gente, che la guerra non l'ha certo voluta. Tornata a casa, si è organizzata e ora porta semi e colleghi contadini ai confini della Siria, dove organizzano seminari gratuiti per chi vuole imparare a coltivare. Nelle città, Damasco, Aleppo, dentisti, insegnanti, casalinghe stanno imparando a coltivare sul tetto di casa, per avere verdura fresca da mangiare e per combattere l'isolamento, l'inattività e la depressione. Le mani in terra curano l'anima anche in guerra.


Un breve discorso di benvenuto cui segue la cena a buffet, semplice e vegetariana. Sarà così ogni giorno, con piatti e verdure diverse, sempre buone, sempre fresche. Due parole di saluto dalle celebrità e torniamo in albergo, cotti dalla lunga giornata. Mi addormento lo stesso con fatica, troppi pensieri, troppi volti nuovi, troppo pochi quelli di cui ricordo il nome, troppe parole che rimbalzano nella testa ma, dopo un bel po', scivolo anch'io nel sonno.



La mattina dopo, la convocazione è “alla terra di Peliti”, un campo di circa ½ ettaro organizzato con semplici tettoie che ombreggiano la cucina all'aperto, dotata di forno a legna dove verrà cotto il pane che mangeremo in questi giorni; una lunga fila di tavoli dove si sistemeranno i donatori di semi sabato, e una tenda ombreggiante sotto la quale si svolgerà il Forum. Dopo qualche gioco all'aperto per conoscersi e costruire fiducia, e l'emozionante inaugurazione della Casa dei semi di Peliti, costruita con contributi raccolti sul web (mancano ancora € 40.000; se volete donare, anche poco, seguite il link “donate” su http://www.peliti.gr/), ci sediamo ad ascoltare gli interventi di ospiti e partecipanti al I Forum mondiale dei Beni Comuni. Le storie che ascoltiamo arrivano da India, Perù, Tanzania, Siria, e Grecia. La situazione mondiale che si rivela all'ascolto è che siamo in guerra, una guerra condotta a vari livelli d'intensità, ma le situazioni locali indicano con chiarezza i diversi e opposti campi: ognuno parla delle lotte condotte nel proprio paese per proteggere i beni comuni minacciati dagli interessi smodati delle aziende transnazionali attraverso l'accaparramento di terre e di acqua per l'agro-industria e l'estrazione di petrolio o minerali, dei semi, delle foreste. Le transnazionali cercano di “vendere” il loro interesse come se fosse l'interesse di tutti. Si appropriano dei risultati millenari di selezioni da parte dei contadini e privatizzano i semi costringendo i contadini ad acquistarli ogni stagione; fanno pressioni sui governi (che finanziano e che sono dunque sempre più al loro servizio, invece che al servizio della collettività) perché varino leggi a loro favorevoli e che proibiscano qualsiasi attività che promuova o anche solo incoraggi l'auto-sufficienza e la sovranità alimentare. La protezione dell'ambiente, la conservazione e protezione dei beni comuni (acqua, suolo, foreste, aria, semi, conoscenza) sono avversate, mentre vengono loro concessi incentivi a scapito di soluzioni più condivise eque e sostenibili. Quando i governi non sono sufficientemente malleabili, gli scatenano addosso guerre, rivoluzioni di vario colore e terrorismo (Afganistan, Iraq, Siria, Libia, Yemen, Centrafrica, Congo, Sudan, Nigeria, Ucraina), terrorizzando la popolazione fino all'acquiescenza. Il cibo (più propriamente la mancanza di cibo e acqua) viene usato come minaccia per costringere le popolazioni ad accordi economici capestro. In Afganistan, la banca dei semi contenente il patrimonio agricolo della diversità locale, è stato recentemente distrutto e razziato. Quello di Aleppo è stato in parte trasferito all'estero e in parte è in pericolo. Un modo spiccio per privare dall'oggi al domani un popolo delle sue basi alimentari e culturali e di qualsiasi velleità di resistenza. Utile ricordare che in Ucraina il Fondo Monetario ha concesso un prestito di 17 miliardi in cambio di aperture al settore biotech e il cambiamento della legge che vietava la proprietà privata della terra.


Il racconto di Hugo Blanco è stato più speranzoso. Ci ha raccontato degli Zapatisti, che stanno costruendo il loro nuovo mondo dal basso dove i capi “comandano obbedendo” e sono in carica temporanea; dove hanno creato i loro sistemi sanitari ed educativi partendo dalle proprie esigenze; dove uomini e donne hanno pari dignità e pari diritti. Hanno ottenuto questo semplicemente sparendo alla vista dello Stato. Così come sta succedendo nel Kurdistan siriano. Dall'alto dei suoi 81 anni, Hugo ha detto che vede con speranza che anche in occidente fioriscono movimenti dal basso, senza leader riconosciuti, (il 15m in Spagna, Piazza Syntagma ad Atene, Occupy negli Usa). Secondo lui questa è l'evoluzione naturale verso un governo collettivo che non può tardare molto. E poi c'è chi da a me dell'utopista!


Nel pomeriggio di giovedì e venerdì e la mattina di sabato abbiamo partecipato ai seminari Leonardo. Molto interessanti per una neofita come me, ma anche per i miei compagni che, ho visto, stavano attenti. (Per il resoconto dei seminari vedi gli altri file).


Alla festa di sabato erano davvero moltissime le persone che hanno invaso la terra dei Peliti. Una festa allegra di pratica del dono: semi e cibo gratuiti per tutti (tutti quelli che non si spaventavano per la lunghissima fila). Uno sforzo notevole sostenuto da questa ampia e allegra associazione che quest'anno celebrava i suoi vent'anni.

News precedente - News successiva Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news


Segnala questa news

                   

I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
 
Via di Casignano, 25
50018 Scandicci (FI)
Mob +39 3481904609
FAX 1782283769