Dopo anni di trattative, dal lontano 1981 quando se ne parlò per la prima volta, e a soli 3 anni dalla prima riunione dell’Organo di Governo del Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche Vegetali per l’Alimentazione e l’Agricoltura gestito dalla FAO, il governo Norvegese è riuscito a realizzare il suo “sogno”: preservare in nome e per l’umanità una copia di tutte le varietà conservate nelle banche delle sementi sparse per il mondo. Questo, infatti, è l’ambizioso obiettivo dell’Arca dei semi (Svalbard Global Seed Vault) scavata nel permafrost di un’isola norvegese al limite del circolo polare artico. Nel ghiaccio a -18 gradi i semi potranno essere stoccati e conservati per periodi medio-lunghi, senza incorrere nei classici rischi delle banche del seme (conservazione ex-situ) come interruzione della corrente elettrica, aumento dell’umidità, distruzioni dovute a guerre o a fenomeni climatici e così via.

 

Riflessioni a margine della notizia sulla creazione di una banca mondiale delle sementi in Norvegia
di Riccardo Bocci