Monocolture, fertilizzanti, pesticidi, lunghi viaggi refrigerati, proprietà intellettuale sui semi... L’agricoltura cosiddetta moderna applica un modello produttivo industriale ad alto impatto ambientale e sociale che minaccia le basi della pratica agricola tradizionale, erodendo i saperi millenari degli agricoltori e la biodiversità coltivata.

 

L’industrializzazione del sistema agricolo ha più a che fare con gli interessi del mondo del petrolio, della chimica, della finanza, che con il diritto alla sicurezza e alla sovranità alimentare delle comunità e dei popoli. Il mercato agricolo è sempre più dipendente dal sistema di trasformazione e distribuzione su larga scala del cibo e dalle fluttuazioni dei mercati finanziari. Oggi mangiamo di più (ossia, consumiamo di più), ma ci nutriamo di meno: per ottenere gli stessi principi nutritivi di una fetta di pane del 1940, oggi ne dovremmo mangiare cinque. Un modello alternativo di agricoltura è possibile ed è già in atto: agricoltura di piccola scala, stagionalità, mercati locali e ricerca partecipata riportano al centro l’agricoltore, la terra, i consumatori.

 

Un elemento fondamentale di questa alternativa è legato ai semi. La legge italiana che regolamenta il settore è però ancora incompleta, gli agricoltori italiani aspettano un decreto ministeriale che regolamenti il loro diritto al commercio di semi di varietà da conservazione. Si tratta di varietà locali, spesso periferiche rispetto al mercato agroalimentare, ma fondamentali per le loro qualità organolettiche e il loro valore culturale.

 

Il diritto alla vendita delle varietà da conservazione garantisce agli agricoltori il miglioramento e la differenziazione delle loro coltivazioni e a tutti i cittadini la tutela del bene comune della biodiversità agricola che è alla base del diritto ad un’alimentazione libera e sana.

 

Per questo la Rete Semi Rurali, con il sostegno di ACRA e Centro Internazionale Crocevia, dal 16 ottobre 2011 darà vita ad una campagna per chiedere ai referenti della Conferenza Stato-Regioni e al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) di riconoscere il diritto dei contadini alla selezione, conservazione e commercializzazione dei semi di varietà da conservazione.

 Aiutaci anche tu, scrivi “Semi locali, semi legali! Anch’io voglio il decreto previsto dall’art 19-bis della legge 1096/71 – www.farmerseeds.org” a questo indirizzo e-mail:

 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Mipaaf , Ufficio Biotecnologie e sementi

 Se sei un’associazione e vuoi promuovere la campagna, scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Info: www.farmerseeds.org 

 

Questa campagna è realizzata con il sostegno finanziario dell'Unione Europea. I promotori si assumono la piena responsabilità del suo contenuto, che non può in nessun caso essere considerato riflesso della posizione dell'Unione Europea.