C o m u n i c a t o  s t a m p a

 L’Ufficio Brevetti Europeo prende un abbaglio ed è costretta a concedere un nuovo brevetto per riproduzione convenzionale

 

20 Febbraio 2014 Monaco.

 Un brevetto europeo sul cocomero (EP 1816908) è stato concesso il 19 febbraio alla H.M. Clause, l’azienda francese membro del Gruppo di cooperative Limagrain. La pianta di cocomero brevettata dovrebbe ramificare di più e presentare frutti più piccoli, ma queste non possono essere considerate caratteristiche peculiari dato che sono tratti già presenti nella biodiversità naturale. Il brevetto copre i semi, le piante e i frutti. Le piante sono state prodotte per incrocio e selezione, metodi standard utilizzati per la riproduzione di piante e considerati essenzialmente come processi biologici esclusi dalla brevettabilità secondo la Convenzione europea sui brevetti. Lo scorso anno l’Ufficio Brevetti europeo ha annunciato – dopo ampie proteste dei cittadini – che avrebbe sospeso la concessione di brevetti finché non fossero risolte le controversie sui brevetti per broccoli e pomodori, che avrebbero stabilito i precedenti legali per ulteriori decisioni. In questo caso, l’Epo avrebbe tentato di negare la concessione del brevetto, non riuscendoci per via di un errore di procedura.

 

“La mancanza di controlli all’Epo ha raggiunto un livello tale, che persino un errore procedurale può diventare la scusa per la concessione di un brevetto. Nell’esaminare il dossier del brevetto risulta evidente l’intenzione da parte dell’Epo di concedere il brevetto in questione, dato che la fase d’esame era già stata completata. Questo caso dimostra come non sia possibile lasciare il potere decisionale in questa materia unicamente all’Epo. I governi europei di Francia e Germania dovrebbero esercitare tutta loro influenza nel Consiglio d’amministrazione dell’Epo. “Questi brevetti non potranno essere fermati a meno che i politici non prendano una posizione chiara,” ha dichiarato Christoph Then della Coalizione No Patents On Seeds!. “In caso contrario, le aziende monopoliste del settore prenderanno, passo dopo passo, il pieno controllo sul nostro cibo quotidiano”. Nel maggio 2012 il Parlamento Europeo ha adottato un provvedimento che “richiama l’Epo a escludere da brevetto i prodotti derivati da riproduzione convenzionale e da qualsiasi metodo di ibridazione convenzionale”. Questo provvedimento è rimasto lettera morta per l’Epo. La decisione politica di fermare questi brevetti dovrebbe essere presa dal Consiglio d’amministrazione dell’Epo, composto dai rappresentanti dei governi europei. Il governo tedesco ha già annunciato un’iniziativa europea. Nel gennaio 2014 il Senato francese ha chiesto al governo (francese) di attivarsi presso l’Unione europea.

 

Le organizzazioni che formano la coalizione No Patents on Seeds! Sono estremamente preoccupate che tali brevetti favoriscano la concentrazione del mercato, rendendo sempre più dipendenti gli agricoltori e le altre parti in causa nella catena alimentare da poche aziende internazionali con il risultato di ridurre le possibilità di scelta dei consumatori. La coalizione No Patents on Seeds! è organizzata da Bionext (Olanda), Dichiarazione di Berna (Svizzera), GeneWatch (UK), Greenpeace, Misereor (Germania), Development Fund (Norvegia), No Patents on Life (Germania), Red de semillas (Spagna), Rete Semi Rurali (Italia), Reseau Semences Paysannes (Francia) e Swissaid (Svizzera). Le associazioni chiedono una revision della Legge brevetti europea che escluda la brevettabilità di materiale da riproduzione, piante e animali e alimenti derivati. La coalizione ha l’appoggio di centinaia di altre organizzazioni.

 

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Informazioni aggiuntive: www.no-patents-on-seeds.org