Attività
Sono ormai molte le attività che vedono partecipe Rete Semi Rurali insieme ai suoi soci. Per renderle più chiare e trasparenti abbiamo creato questa sezione del sito, organizzandole sulla base delle diverse tipologie: progetti italiani, progetti di ricerca europea, le campagne, gli incontri di Rete Semi Rurali e quelli a livello europeo del Coordinamento Let's Liberate Diversity (ECLLD). Nel tempo aggiorneremo questa sezione con la parte storica del vecchio sito, in modo da condividere sul sito il lungo percorso fatto in questi 10 anni.

Progetti Italiani

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Progetti Europei

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Incontri RSR

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    Incontro Annuale RSR | Pantarei | #ruralcommunity Una breve sintesi dell'incontro annuale della RSR 2018 a Passignano del Trasimeno. A cura di Cristian Benaglio il video qui Leggi tutto
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Campagne

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    Free Pepper - Campagna contro il brevetto di syngenta sul peperone Comunicato stampa. Peperone libero!  L'intera Europa si oppone al brevetto di syngenta sulle piante di peperoni  Monaco/ Berna/ Zurigo, 3 Febbraio Leggi tutto
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Calendario Attività

 Aggiornamento delle attività portate avanti nei mesi aprile-giogno 2012 dalla campagna Sblocchiamoli! Cibo, salute e saperi senza brevetti.

 

LA CAMPAGNA SBLOCCHIAMOLI A RIO+20

RESOCONTO DELLE AZIONI DI ADVOCACY E COMUNICAZIONE IN ITALIA E A RIO

 La Campagna Sblocchiamoli ha partecipato al lavoro delle Ong internazionali presenti alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio+20 accendendo i riflettori, in Italia e a Rio, sull’impatto che la prevalenza dei diritti di protezione intellettuale sui diritti umani e della biodiversità hanno su un vero equilibrio ecologico, sociale ed economico che, in questi tempi di crisi, sembra ancora tutto da ritrovare. Il concetto di green economy che è emerso dal documento finale del vertice, parla di approcci volontari, nessuna regolamentazione ed una strenua difesa dei brevetti e sui diritti di proprietà intellettuale.

 

Mentre l'invito a ratificare il Protocollo di Nagoya sulla protezione e l'accesso alle risorse genetiche risulta generico e poco vincolante per le diplomazie internazionali, come se la tutela della biodiversità sia un lusso che ci si può anche permettere di ignorare. Sono le principali critiche rivolte dalla Campagna internazionale "SBLOCCHIAMOLI: Cibo, salute e saperi senza brevetti" ai negoziati di Rio+20.

 

“Il riferimento esplicito ed implicito nel documento ai mercati, a fonti di finanziamento innovative ed alla Wto testimonia come il rischio di una progressiva mercificazione e finanziarizzazione della natura rimanga dietro l'angolo”, ha sottolineato Alberto Zoratti consulente della Campagna SBLOCCHIAMOLI su ambiente e biodiversità, che ha seguito i negoziati a Rio de Janeiro.

 

Il testo ha un'ambizione bassa ed inefficace", afferma Monica Di Sisto, responsabile Advocacy della Campagna, che specifica come "le azioni per lo sviluppo della green economy, in particolare nei Paesi del sud del mondo siano limitate, nel documento finale, a un volontario scambio di esperienze". "In questo modo si difendono i diritti di proprietà intellettuale sulle tecnologie verdi in mano alle multinazionali del settore, nonostante il Dipartimento di Affari Economici e Sociali dell'Onu da anni denunci come l'attuale regime di tutela della proprietà intellettuale sia un ostacolo alla messa in campo di politiche efficaci di sostenibilità nei Paesi del sud del mondo".

 

"L'invito alla ratifica del Protocollo di Nagoya – ha spiegato ancora Zoratti - non prende impegni sostanziali perché possa diventare operativo durante la conferenza Conferenza delle Parti Onu sulla biodiversità che si terrà a ottobre a Hyderabad in India", in quanto tralascia il particolare che al momento solo 4 Paesi hanno ratificato l'accordo, considerato che ne servirebbero almeno 50 nelle prossime settimane, perchè possa entrare in vigore alla prossima Conferenza Onu sulla biodiversità, in programma ad ottobre in India".

 

La richiesta della Campagna SBLOCCHIAMOLI per una pronta ratifica del Protocollo di Nagoya è stata inviata al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, al Vicepresidente del Preparatory Committee Rio+20 che sta seguendo il negoziato per l'Italia Paolo Soprano, e al Direttore Generale Direzione Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell'Ambiente Renato Grimaldi. In vista di Rio+20 la Campagna ha chiesto al Governo italiano di tenere in forte considerazione alcuni aspetti, all’interno del negoziato internazionale, e in particolare:

 

- prevedere casi o criteri per l’esclusione della concessione di diritti di proprietà intellettuale sulle risorse genetiche e sulle conoscenze tradizionali e locali connesse;

 

- contemplare un sistema di condivisione dei benefici alternativo alla concessione dei diritti di proprietà intellettuale su risorse genetiche e saperti tradizionali ad essi collegati;

 

- riconoscere il principio di precauzione come principio-guida del sistema dell’Access and Benefit Sharing (ABS) ;

 

- prevedere un efficace sistema sanzionatorio per istituzioni e aziende che violano il sistema ABS

 

- contemplare processi partecipativi di coinvolgimento delle comunità locali detentrici di saperi tradizionali e delle istituzioni che li rappresentano e amministrano

 

SBLOCCHIAMOLI A TERRA FUTURA

 

UNA GIORNATA DI RIFLESSIONE CON PAT MOONEY, PROTAGONISTA DEL PRIMO VERTICE ONU DI RIO, AMMINISTRATORI LOCALI E L’EUROPARLAMENTARE NICCOLO’ RINALDI

 

L’esperienza di vent’anni dal Summit Onu sullo sviluppo sostenibile di Pat Mooney, uno dei padre dell’attivismo sull’agricoltura contadina e il clima, e la demistificazione di Niccolò Rinaldi, europarlamentare dell’Italia dei Valori, contro gli interessi commerciali di parte europea mascherati da protezione della proprietà intellettuale nel trattato Acta, sono stati al centro di un seminario promosso dalla Campagna Sblocchiamoli all’interno della Fiera degli stili di vita sostenibili Terra Futura dal titolo Sblocchiamo Regioni, Provincie e Comuni! Il vero potere delle autorità locali per difendere cibo, clima e biodiversità: Amministratori ed esperti sono stati chiamati a discutere insieme ai cittadini di interventi concreti per la tutela dei beni comuni e di un'agenda comune in vista del Summit delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile “Rio+20”.

 

Rio + 20, aveva preconizzato Pat Mooney, non potrà essere un successo “a meno che non si voglia credere alle favole” anche se finalmente 20 anni dopo, i movimenti e la società civile sono preparati e bene informati sulle tematiche che saranno al tavolo dei Grandi. “Il vertice ufficiale - ha detto Pat Mooney – faticherà a non tenere in conto le istanze dei movimenti e della società civile che saranno

 

presenti con argomentazioni forti e informate non solo con proteste e generiche accuse”. Nel 1992 si parlava di bio pirateria e di neo colonialismo, oggi è sempre più chiaro, secondo lo studioso canadese, che i temi sono la conquista della biomassa, tutto il vivente, da parte di quelli che potremmo definire "bio padroni", grandi multinazionali che con la complicità dei governi cercano i metodi scientifici per trasformare le ultime risorse del pianeta in materiale di consumo: da materiale edile, a cibo, a combustibile e carburante.

 

Il Parlamento europeo, ha sottolineato Rinaldi deve dire 'no' all'Accordo internazionale anticontraffazione Acta. Una posizione condivisa da tutta la commissione Commercio internazionale ch ha votato il 21 giugno la raccomandazione (19 'no' e 12 'si') su cui si baserà la decisione finale di tutta l'Eurocamera a luglio. La commissione commercio internazionale e' titolare del dossier sul controverso accordo che mira a combattere la contraffazione e le violazioni di copyright in Internet. “Hanno vinto i cittadini e la democrazia - ha commentato il capodelegazione dell'Italia dei Valori, Niccolo' Rinaldi (Alde) -. La voce dei cittadini è stata tenuta in considerazione dal Parlamento europeo. Rigettare l'Acta, pero', non vuol dire fermarsi nella lotta alle contraffazioni”.

 

La bocciatura risalente al 21 giugno c.a., del testo apparso sugli scranni delle istituzioni europee sin dal 2009, segue quelle precedenti della commissione giuridica, commissione industria, commissione libertà civili, commissione giustizia e affari interni e commissione sviluppo. La giornata di Sblocchiamoli è servita a presentare agli ospiti e alle istituzioni internazionali il vissuto di molti amministratori locali, tra cui l’assessore Antonio Tommasi di Martignano (Le) che, lamentando nel suo intervento la scarsa visibilità di questi processi di privatizzazione a livello locale, ha auspicato un rapporto sempre più stretto con la campagna al fine di accrescere le competenze locali sul tema della protezione della biodiversità e dei diritti umani.

 

SBLOCCHIAMOLI A BARCELLONA

 

RISULTATO DEL SEMINARIO “LA BIODIVERSIDAD ESTÁ EN NUESTRAS MANOS”

 

La biodiversità nelle nostre mani: la tappa della campagna Sblocchiamoli a Barcellona ha affrontato in un panel di alto livello che ha visto a confronto l’Ufficio brevetti Spagnolo, il referente per il ministero spagnolo che dialoga con la ginevrina Upov, e i movimenti contadini e per le sementi del territorio l’aggressione da parte delle imprese del patrimonio della biodiversità agricola e naturale ai fini della brevettazione di specie e composti commerciali, e la difficile agibilità dei sistemi sui generis.

 

Quello di cui ci si dimentica, infatti, è che, come ha sostenuto nel suo intervento la rappresentante dell’Ufficio spagnolo, Since the 19th century, industrialised countries have developed a multitude of technologies. Those which involved innovation can be protected by patents. Many of these innovative technologies are never published in books or magazines. However, they are described, both theoretically and practically, with examples and drawings, in a universal system for the publication of inventions: Patent Documents. In order to understand the role of patents as a source of technological information, we should remember the double objective of the patent system:

 

- Protecting inventors

 

(benefits individuals who innovate)

 

- To increase society’s scientific, technological and cultural

 

patrimony

 

(society benefits as a whole, inventions are not kept secret and the inventor only receives proctection for his invention if it is described in a clear and complete manner).

 

Patents are well known as Monopolies (legal protection) but very little as sources of technological information. However, this second objective is the most important as patent applications are published and disclosed before it is known whether the patent will be granted or not. Nowadays, Patent Offices give great importance to patents as a source of information.

 

Nowadays, there are more than thirty million patent documents available on the Internet through Espacenet (www.epo.org) (www.oepm.es). Patents contain more than 80% of all technical information worldwide and are a trigger for new ideas and new solutions to known technical problems. They are considered to be one of the most complete, accesible, practical and up to date sources of information on innovative developments in all areas of technology.

 

Reasons why better use should be made of patent information:

 

- SIZE OF THE RESOURCE

 

Number of documents covering all areas of technology. Over the years, more than 32 million patents have been published worlwide.

 

- 80% NOT PUBLISHED ELSEWHERE

 

80% of the disclosures in patents are never published in any other form.

 

-FIRST PUBLICACION

 

Most patents are published after 18 months from filing and usually are the first published disclosure of the invention (Michael Blackman, Patent Office, London, UK)

 

L’utilizzo di queste informazioni consentirebbe anche alle istituzioni la protezione di tutto ciò che non è invenzione ma patrimonio naturale. Sistemi sui generis di protezione delle specie vegetali selezionate dalla ricerca agricola contadina come quelli proposti da Upov potrebbero consentire, in effetti, di custodire la biodiversità agroalimentare in appositi registri che impedirebbero alle imprese dell’agrobusiness di continuare nel loro processo, confermato dalla esperta spagnola, di brevettazione di molte specie antiche, più resilienti ai cambiamenti climatici e di contesto agricolo.

 

La Dichiarazione di Doha dell’Omc/Wto prevede che tutti i membri, ma in particolare i Paesi in via di sviluppo, possano adottare e godere di flessibilità sulla tutela della proprietà intellettuale, se accettano di proteggere le proprie varietà con sistemi diversi ma compatibili e definisce questi sistemi “sui generis”.

 

In Europa, l'innovazione varietale è protetta secondo il sistema sui generis promosso dall’Upov (International Union for the Protection of New Varieties of Plants) con sede a Ginevra. Il modello di protezione dell’Upov è, tecnicamente, un sistema più "leggero" del brevetto e prevede due importanti eccezioni:

 

- il principio del privilegio dell'agricoltore: la possibilità di riprodurre in azienda i semi di varietà protette;

 

- l'esenzione per la ricerca: la possibilità di usare le varietà protette per produrre nuove varietà senza chiedere il permesso al detentore della varietà di partenza.

 

La grande eccezione politica sollevata, però, dai movimenti presenti a Barcellona, riguarda il fatto che non dovrebbe essere a capo delle comunità la tutela della biodiversità, né tantomeno la registrazione delle specie originarie, processo rispetto al quale spesso non si ha alcuna competenza specifica. Questo lo spazio tutto da inventare per le autorità locali, che debbono giocare un ruolo importantissimo nella tutela della biodiversità come bene comune e fermare, a prescindere da un’auspicabile prevalenza dei sistemi sui generis su quelli di brevettazione classica, tutti i tentativi in corso di privatizzazione del nostro ambiente.

 

Di seguito il resoconto dell’ong Mas Vida:

 

« Bien sûr, El pasado 17 de mayo celebramos en el Colegio de Ingenieros Técnicos de Barcelona el seminario “La biodiversidad está en nuestras manos”. El encuentro, que se alargó más de cinco horas, sirvió para poner el punto y final a en España a “Libéralos: alimentación, salud y conocimientos sin patentes”, una campaña de carácter internacional que desde hace tres años persigue conseguir que la población pueda seguir gozando de los derechos básicos en torno a la agricultura y la alimentación, sin que intereses comerciales se lo impidan.

 

El seminario congregó a defensores del registro y control, como Luis Salaices, de la UPOV (Unión Internacional para la Protección de las Obtenciones Vegetales), o Asha Sukhwani, de la Oficina Española de Patentes y Marcas. Ambos expusieron cómo funcionan los organismos en los que trabajan, así como los beneficios que estos registros tienen para la ciudadanía y para los propios agricultores.

 

Por otra parte, al encuentro asistieron miembros organizaciones que consideran que tanto registro y control puede dificultar enormemente la labor de los agricultores, como es el caso de Cristoph Them, de la coalición internacional No Patent no Seeds, que persigue la prohibición de las patentes en plantas y animales; o JuaMa González, de la Red de Semillas, organización que desde hace diez años trabaja para la conservación de la biodiversidad agrícola en el contexto local, estatal e internacional.

 

Tanto Cristoph como JuanMa aseguran están de acuerdo en la necesidad de proteger las invenciones técnicas, como puede ser un proceso a través del cual se consigue traspasar los beneficios de una planta a una crema, pero no están de acuerdo en que los organismos de control y patentes permitan el registro de las propias semillas o las propias plantas, puesto que ello provoca que las grandes multinacionales, como es Monsanto (empresa dedicada a la venta de semillas y plaguicidas), puedan acabar haciendo pagar a pequeños agricultores por plantar semillas que han utilizado toda la vida, tener el monopolio del cultivo y comercialización de verduras, frutas, etc., y, en el peor de los casos, acabar con la biodiversidad.

 

La campaña internacional en España ha estado liderada por la Fundación Más Vida.

 

Da II Report - Sblocchiamoli! Cibo, salute e saperi senza brevetti